Un anno fa la strage di Cisterna di Latina. È l'alba quando Antonio Capasso prima spara alla moglie che stava andando a lavorare in fabbrica. La colpisce tre volte ma Antonietta Gargiulo, soccorsa dai vicini, si salverà. Meno fortunate saranno Martina e Alessia, le due figlie di 7 e 12 anni, uccise del padre mentre sono ancora nei loro letti. Per lunghe ore il carabiniere si barrica in casa senza far filtrare all'esterno se le figlie sono vive o meno. Al termine dell'assedio un nuovo sparo. Questa volta Antonio Capasso ha rivolto la pistola verso se stesso e si è tolto la vita.

Le iniziative in ricordo di Martina e Alessia Capasso

Oggi, un anno dopo, i giardini della scuola elementare frequentata da Alessia e Martina saranno a loro intitolati, mentre alle 18, nella parrocchia di San Valentino, dove sono state battezzate e dove si è tenuto anche l'ultimo saluto con un'intera comunità stretta attorno alle bare bianche, si terrà una messa e una veglia di ricordo. Non ci sarà Antonietta, uscita dall'ospedale dopo una lunga degenza, che non è mai tornata a Cisterna: troppe le ferite ancora da curare, non solo quelle fisiche. “L’odio, il male e il rancore non hanno vinto nei nostri cuori, ma regna un senso di pace, pietà e misericordia. La mia vita un miracolo”, questo il senso dell'unico messaggio della donna dopo la strage, filtrato dalla ‘Comunità Gesù Risorto' dove è stata ospite.

10.000 rose bianche per Alessia e Martina

Lo scorso 2 dicembre 10.000 rose bianche di lana sono state deposte davanti al Comune di Cisterna di Latina, per iniziativa di una onlus. I fiori, realizzati all’uncinetto da persone di tutta Italia, sono stati disposti per terra in ricordo Alessia e Martina Capasso, ma anche di Desirée Mariottini, la giovane violentata e uccisa a Roma lo scorso ottobre, anche lei di Cisterna.