Alessia e Martina, le bimbe uccise dal papà. A destra le rose bianche per ricordarle nell’evento di Latinaknitcrochet
in foto: Alessia e Martina, le bimbe uccise dal papà. A destra le rose bianche per ricordarle nell’evento di Latinaknitcrochet

Diecimila rose di lana per ricordare Alessia e Martina, le due bambine di Cisterna di Latina uccise dal loro papà, il carabiniere Luigi Capasso. Promotrice dell'iniziativa, che si è tenuta questa mattina nella piazza principale della città in provincia di Latina, è stata Anna Bruno, coordinatrice dell'associazione "Latinaknitcrochet". Per mesi l'associazione, una onlus, ha ricevuto rose bianche lavorate all'uncinetto da donne e uomini di tutta Italia: un modo per ricordare le due bambine uccise lo scorso 28 febbraio dall'appuntato dei carabinieri che, dopo aver ferito gravemente la moglie Antonietta Gargiulo, alla fine unica sopravvissuta della strage famigliare, si tolse la vita.

L'obiettivo dell'associazione era quello di realizzare una grande installazione lo scorso 24 novembre in piazza XIX marzo a Cisterna di Latina, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. L'evento si tenne, anche se in tono minore per via del maltempo. Da lì, come riporta il quotidiano "Leggo", la nuova iniziativa che si è tenuta questa mattina: "Non pensavo che quest’iniziativa avrebbe avuto questo successo. Per mesi e mesi non faceva altro che suonare il campanello di casa: erano le rose bianche di lana, per Martina e Alessia, arrivate da tutta Italia. Non sapevo più dove metterle", ha raccontato Anna Bruno al quotidiano.

Con le rose di lana è stato realizzato un mandala (figura concentrica che nel buddismo e nell'induismo rappresenta l'universo), poi distrutto: le rose, trasformate in spille, sono state poi vendute. Il ricavato servirà per borse di studio per i compagni di classe delle bambine uccise, che avevano 14 e 8 anni. Alcune di loro erano presenti questa mattina in piazza per ricordare quanto accaduto alle loro amiche: una tragedia che, assieme a quella che ha coinvolto Desirée Mariottini, anche lei di Cisterna di Latina, ha profondamente segnato la cittadina laziale.