Il ‘senatore semplice' Matteo Renzi parla di Roma, della vicenda dello stadio e dell'arresto del presidente dell'Assemblea Capitolina Marcello De Vito. le scale mobili, gli impianti dei rifiuti, gli autobus in fiamme, le buche nelle strade e i buchi di bilancio dimostrano il fallimento dell'esperienza di Governo", attacca l'esponente dell'ex premier tramite la sua e-news. La linea è chiara: rispetto nel lavoro della magistratura, nessuna condanna in contumacia di chi è indagato, ma un giudizio politico chiaro e netto sull'esperienza della giunta guidata da Virginia Raggi, oltre che la denuncia dell'atteggiamento dei pentastellati quando a essere indagato è uno dei loro e non un avversario politico.

"E ciò che accade a Roma si sta allargando al Governo nazionale: la loro incompetenza mette a rischio la tenuta economica del Paese. Il giorno dopo le Europee faranno la patrimoniale o alzeranno l'Iva o toglieranno gli 80?. O forse faranno tutte e tre", prosegue Renzi "Essendo del Movimento Cinque Stelle nessuno gli ha fortunatamente rivolto il gesto squallido delle manette e i social hanno evitato la gogna squallida che noi purtroppo conosciamo. – continua rivendicando il garantismo espresso dal Pd – Vorrei spendere parole di rispetto per la giustizia, anche in questo caso. Se De Vito è colpevole lo diranno le sentenze, non i tweet. Noi siamo diversi dal giustizialismo forcaiolo che i grillini hanno iscritto nel loro Dna. Quello stesso giustizialismo forcaiolo in nome del quale hanno detto No alle Olimpiadi altrimenti qualcuno avrebbe rubato. La nostra risposta deve essere diversa". Nella stessa e-news Renzi ha parlato della fondazione che si appresta a lanciare, nella nuova convention della Leopolda che si terrà a Firenze e ricostruito la sua verità sul mancato voto di fiducia sullo Ius Soli alla fine della scorsa legislatura: "A decidere di non metterla furono il Governo e il gruppo del Pd al Senato".