Le stazioni di Spagna, Barberini e Repubblica della metro di Roma restano chiuse. Un lunedì di passione quello di oggi, 25 marzo, per gli utenti del servizio di trasporto pubblico che si spostano nella Capitale. Dodici gli indagati tra funzionari della municipalizzata dei trasporti e dipendenti della ditta di manutenzione per frode in pubbliche forniture per le riparazioni delle scale mobili e nelle prossime ore dovrebbe essere rotto l'accordo Metroroma scarl. Sono ben tre le fermate chiuse della linea A, un servizio che attualmente sta tagliando fuori dal collegamento sotterraneo proprio il centro storico di Roma, penalizzando chi si trova obbligato a raggiungere via del Corso, piazza Barberini e via Nazionale per lavoro o per studio ma anche i turisti, che, in visita nella Capitale, restano confusi. In particolare, la stazione di Barberini, dopo la rottura di due gradini, non è chiaro quando riaprirà. La linea della metropolitana di Roma transita dal capolinea Battistini al capolinea Anagnina, in entrambe le direzioni, senza fermarsi nella stazioni di Spagna, Barberini e Repubblica: praticamente un ‘Frecciarossa' tra le fermate di Flaminio e Termini. Nella stazione di Flaminio sono attive navette sostitutive per agevolare lo spostamento in città e coprire le tratte interdette con il servizio di superficie, mezzi che come raccontano i pendolari "sono spesso stracolmi e impraticabili, sembrano carri bestiame".

Metro A non ferma tra Flaminio e Termini

Inevitabili i disagi per romani e non che si trovano quotidianamente ad affrontare le sfide della città per spostarsi e raggiungere il luogo di lavoro. E mentre Atac se la prende con i tecnici per le chiusure e gli accertamenti in corso, le stazioni ancora funzionanti sono altamente frequentate, specialmente nelle ore di punta, la mattina presto, verso l'ora di pranzo e nel tardo pomeriggio. Una folla di persone è obbligata infatti a scendere alle stesse fermate, come nel caso di Flaminio e Termini. "Specialmente a Termini, già snodo con la metro B e già fermata scelta da chi dopo alla chiusura di Repubblica di mesi fa, si accalca a scendere un fiume di gente e il passaggio è congestionato – ha raccontato una donna che prende la metro A tutte le mattine – per uscire dalla stazione serve sempre più tempo". Un uomo ha spiegato le sue perplessità: "Penso che un servizio del genere leda la dignità umana, se ci fosse un'emergenza sarebbe rischioso, inoltre qualcuno potrebbe sentirsi male".