Gli enti coinvolti nell'emergenza rifiuti di Roma hanno firmato la mozione, che individua le aree della Capitale idonee ad ospitare discariche e siti di stoccaggio. Un rapporto siglato dal capo della Direzione Rifiuti insieme a Flaminia Tosini della Regione Lazio e a Paola Camuccio della Città metropolitana. Ma Virginia Raggi si oppone, sostenuta dal Movimento Cinque Stelle, che domani, venerdì 6 dicembre in sede di consiglio comunale straordinario voterà contro all'apertura di qualsiasi centro di conferimento di rifiuti nel territorio di propria pertinenza. Una necessità per la città quella di trovare una soluzione all'emergenza, che richiede a Roma di chiudere il ciclo dei rifiuti dotandosi degli impianti utili a farlo.

Sindaci in Campidoglio

Un provvedimento che non condiviso né da Reggi né dalla giunta grillina, pur senza proporre alternative sulla questione di dove conferire le migliaia di tonnellate giornaliere raccolte o lasciate in strada accanto ai cassonetti. E con il Natale alle porte cresce la preoccupazione di una crisi. Gli amministratori locali venerdì manifesteranno in Campidoglio con la fascia tricolore per ribadire che non vogliono essere trattati come la "discarica di Roma" e per protestare contro "l'arroganza della giunta Raggi".

L'ordinanza di Zingaretti

Virginia Raggi, preso atto del documento ora ha sette giorni per decidere il da farsi, rispettando le indicazioni del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, intervenuto lo scorso 27 novembre con un'ordinanza che impone alla sindaca delle scadenze intransigenti per individuare aree idonee per discariche e siti di stoccaggio nella Capitale. Tempi stretti che qualora non rispettati potrebbero comportare il commissariamento del Comune sulla competenza dei rifiuti, un compito che nell'eventualità passerebbe nelle mani dell' assessore Massimiliano Valeriani.

Rifiuti di Roma a Civitavecchia: il sindaco ricorre al Tar

Nel frattempo il sindaco leghista di Civitavecchia Ernesto Tedesco ha fatto ricorso al Tar, per chiedere l'annullamento dell'ordinanza della sindaca metropolitana che indica il sito di Crepacuore gestito dalla società Mad come un area provvisoria in cui far arrivare e conferire mille tonnellate al giorno di rifiuti di Roma. Il documento spiega il sindaco "ripercorre le tappe della vicenda e fa leva su molti documenti ufficiali. Tra questi, la nota del gestore che asseriva non essere possibile per la discarica ottemperare all'ordinanza nei termini quantitativi, citando anche possibili pericoli per il personale e rischi per la stabilità dei mezzi e l'incolumità degli operatori. Allegate al ricorso sono inoltre una relazione in cui si definisce il fondo della strada di servizio altamente pericoloso per il transito degli utenti e una nota della Asl in cui si raccomanda di limitare i quantitativi da conferire al fine di prevenire situazioni di danno e/o pericolo all'interno dell'impianto".