5 Novembre 2018
13:21

Ospedale San Pietro: dopo l’incendio 600 partorienti dirottate in altri ospedali

Tante sono le future mamme dirottate verso altre strutture, dopo l’incendio che ha colpito lo scorso sabato l’ospedale Villa San Pietro costringendo al trasferimento di circa 400 pazienti. Il San Pietro è uno degli ospedali più gettonati per partorire, qui avvengono 4000 nuove nascite all’anno.
A cura di Valerio Renzi

È ancora lontano il ritorno alla normalità all'ospedale Villa San Pietro di Roma, dove sabato mattina un vasto incendio ha devastato il piano seminterrato di uno degli edifici, causando gravi danni (in particolare modo all'impiantistica), costringendo al trasferimento o alle dimissioni anticipate circa 400 pazienti. L'ospedale di via Cassia, è uno dei principali centri di maternità e ostetricia della capitale, tanto che sono ben seicento le future mamme contattate dalla direzione del nosocomio per riprogrammare il parto in un'altra struttura.

"Ho appena terminato di parlare con il responsabile del reparto di Ginecologia e ostetricia, per far sì che tutte le future mamme vengano ricontattate per organizzare il loro parto. Se si pensa che nella nostra struttura avvengono oltre 4.000 nascite l'anno, da qui a dicembre saranno almeno 600 i parti in programma", ha spiegato Giovanni Vrenna direttore degli Affari generali dell'ospedale all'AdnKronos Salute. "Laddove siano disponibili i numeri telefonici – ha precisato – farò contattare dai ginecologi le coppie per tutte le informazioni necessarie sui punti nascita alternativi a cui rivolgersi. Di sicuro  l'Ostetricia non potrà riaprire fra una settimana, riaprirà pian piano, ma non certo immediatamente".

La situazione non tornerà alla normalità, hanno spiegato ieri le autorità sanitarie dopo aver preso visione dei danni, non prima di un mese. Medicina, neurologia, fisiatria, ortopedia, orl, oculistica, chirurgia, endoscopia digestiva, pediatria, ostetricia e ginecologia, cardiologia, oncologia, ematologia, ozonoterapia, terapia del dolore, chirurgia vascolare, urologia, ecografia, sono le terapie già riattivate. Ancora sospese invece la preospedalizzazione, e i laboratori dove si effettuano tac, risonanze magnetiche e radiografie. I sindacati hanno espresso preoccupazione per la salvaguardia dei livelli occupazionali e salariali, su questo fronte Vrenna ha annunciato che incontrerà oggi i rappresentati dei lavoratori: "Nessuno ha mai parlato di questi rischi e mi sembra anche una polemica inopportuna in questo momento. L'incendio c'è stato sabato mattina, il primo giorno  utile per incontrarli era oggi e lo faremo. Sinceramente il problema prioritario da risolvere è stato quello dei pazienti".

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