Il "Villa San Pietro" di Roma sembra aver fronteggiato come meglio poteva l'incendio e pare non ci siano danni a livello strutturale. Questa al momento sembra essere l'unica nota positiva di una nottata turbolenta e incerta. Secondo i primi rilievi infatti ad andare a fuoco sarebbero stati il generatore del blocco operatorio e un quadro elettrico; in un solo colpo è stato messo ko tutto il sistema elettrico dell'ospedale sia quello principale che quello ausiliario. Ed è proprio il fumo il nemico numero uno di chi sta cercando di fronteggiare l'emergenza, esplosa intorno alle 4 di notte nel nosocomio. Tutto il sistema informatico e telefonico è andato in tilt. È quanto emergerebbe dalle prime verifiche, ma sono ancora da stabilire le cause. Si ipotizza un cortocircuito.

I 400 pazienti più o meno gravi che si trovavano all'interno dell'ospedale di via Cassia sono stati prontamente trasferiti o dimessi. Ci sono però circa mille dipendenti che non sanno quando e come potranno tornare a lavorare. "Girano tante voci in queste ore – ci dicono senza nascondere l'angoscia – i 400 pazienti sono stati, giustamente, trasferiti nell'immediato ma noi ad oggi non sappiamo se domani, dopodomani o tra un mese potremmo tornare a lavorare".  La fiducia nell'ente Fatebenefratelli c'è, ma gli infermieri, i medici e gli altri addetti ai lavori sperano di avere presto un quadro più completo della vicenda. Forse la parte ambulatoriale, la più lontana da dove è partito il rogo, potrebbe riaprire i battenti lunedì ma dipende tutto dalla tenuta della corrente.

Diversi pazienti dell'ospedale San Pietro sono stati trasferiti al San Camillo, e sembrerebbe che alcune unità del personale medico e infermieristico dovranno essere temporaneamente trasferiti lì per fronteggiare l'emergenza. Nessuna comunicazione ufficiale è ancora arrivata ma questa voce di corridoio serpeggia già da diverse ore e potrebbe presto concretizzarsi.

All'ora di pranzo i massimi dirigenti della struttura si sono chiusi in una riunione fiume per tentare di arginare lo stato di emergenza e tirare le fila su come agire nei prossimi giorni. Basterà un mese per ripristinare l'ordine? "Ad oggi nessuno può dirlo" riferiscono fonti vicine ai dipendenti ospedalieri.