Domenico Bardi è stato ucciso con tre colpi di pistola da un avvocato di Latina, dopo che con due complici si era introdotto in casa del padre per svaligiarla. Alle telecamere di Fanpage.it ha accettato di parlare Ludovico, fratello del quarantenne napoletano che ha perso la vita. In un dolore composto che non scivola mai nella rabbia o nell'invettiva, racconta la vita del fratello: "Non è vero che era pregiudicato, è stato confuso con un'altra persona. Mio fratello ha sempre lavorato, faceva il muratore e aveva perso il lavoro. Si faceva il sedere quadrato, avendo un figlio…".

Ladro ucciso: "Mio fratello ha fatto un errore"

"Se è giusto quello che gli è successo? Se ha fatto bene a sparargli? – prosegue Ludovico – Mio fratello ha fatto un sbaglio, lui avrebbe potuto chiamare la polizia. Io da cittadino italiano avrei chiamato la polizia perché penso che se c'è un'istituzione del genere è perché dovrebbe aiutarci".

Il fratello non crede alla legittima difesa: "Ha sparato con rabbia non con paura"

"Non possiamo farci giustizia da soli – spiega – Qua non esiste la pena di morte giusto? Ha sparato a una persona, secondo me a sangue freddo". Non è convinto della tesi della legittima difesa sostenuta dalla difesa Ludovico: "Questa presunta legittima difesa io non la vedo. Perché prima di tutto era piena giorno, si poteva vedere se c'era un'arma qualche minaccia un po' accentuata. Non è stata la paura a farlo sparare, ha sparato con rabbia, non con paura".

E alla domanda se vorrebbe dire qualcosa all'uomo che ha ucciso il fratello mentre scappava, risponde chiedendo semplicemente giustizia: "Io provo tanta rabbia nei suoi confronti perché mi ha tolto una parte di me. L'unica cosa che dovrebbe succedere è andare in carcere, essere punito per quello che ha fatto. Non dico che non doveva pagare, ha sbagliato, ma con il carcere non con la morte. Non si può morire così a quarant'anni".