La Regione Lazio continua a impegnarsi nel tentativo di salvare le esperienze sociali e culturali che a Roma sono nate grazie alle esperienze di occupazione di stabili abbandonati, e che ormai sono un patrimonio della città e un punto di riferimento per migliaia di cittadini, in quartieri e contesti spesso difficili e dove il rischio di marginalità è molto alto. È di ieri la notizia che la Pisana si impegnerà nel tentativo di trovare una soluzione positiva alla situazione del Nuovo Cinema Palazzo di San Lorenzo. L'occupazione, nata nel 2011 dall'iniziativa di un gruppo di attivisti e abitanti del quartiere con lo scopo di opporsi all'apertura di un progetto di Casinò all'interno della storica sala, ha ospitato in questi anni migliaia di spettacoli e iniziative, ma ora una sentenza di un giudice ha ordinato lo sfratto per gli occupanti e la restituzione dello stabile alla proprietà. Già lo scorso ottobre erano stati messi (anche se solo per poche ore) i sigilli allo spazio quasi subito riaperto dagli attivisti.

Ieri un ordine del giorno presentato dalla capogruppo della Lista Civica Zingaretti Marta Bonafoni, e dalla consigliera del PD Marta Leonori, è stato approvato in consiglio regionale. L'atto impegna "la Regione a valutare, attraverso una mappatura e in raccordo con il Comune di Roma e i Municipi, l'esistenza di spazi e di immobili da destinare a tali attività, ma anche a valutare modalità per mettere a disposizione delle istituzioni tali luoghi, con strumenti quali l'amministrazione condivisa, progetti comuni o anche l'acquisizione degli spazi, direttamente o con una permuta con altre proprietà". Non è facile, ma la speranza di vedere il Cinema Palazzo trasformato in un bene comune con l'acquisizione da parte di un soggetto pubblico è ora meno lontana dal realizzarsi e lo sgombero manu militari non è l'unico orizzonte.

"Il Nuovo Cinema Palazzo è una realtà nel cuore del quartiere di San Lorenzo che – dopo la chiusura e l'affidamento ad una società diversa dalla proprietà che voleva trasformare lo spazio in una sala bingo – nel corso di questi anni è divenuto un punto di riferimento e un presidio di produzione culturale di fondamentale importanza per la città di Roma. Al suo interno sono proliferate molteplici esperienze di solidarietà, di interazione tra le persone, sviluppo di momenti di socialità attraverso eventi culturali, laboratori gratuiti per bambini e adulti, a beneficio di centinaia di persone", aggiungono Bonafoni e Leodori.

La Regione Lazio sembra supplire ormai sistematicamente all'immobilismo di Virginia Raggi e del Movimento 5 Stelle sul tema delle occupazioni della tutela di esperienze che, seppur valorizzate a volte a parole, non vengono tutelate nei fatti trovando soluzioni diverse dai programmi di sgombero. Come nel caso della Casa delle Donne Lucha y Siesta, di proprietà di Atac e finita all'asta. Deserta la prima asta, la prossima potrebbe essere la buona occasione per l'ingresso della Regione che ha stanziato 2,4 milioni di euro per l'acquisto dello stabile.