Gli agenti dell'unità Spe della Polizia Locale di Roma Capitale, hanno effettuato questa mattina un blitz all'interno dell'ex fabbrica di Penicillina, quaranta giorni dopo lo sgombero del ghetto di via Tiburtina dove avevano trovato riparo circa cinquecento persone. Il sopralluogo di questa mattina, terminato con il fermo di una sola persona trovata all'interno, è arrivato dopo la dura presa di posizione della sindaca Virginia Raggi, che ieri, dopo la diffusione di un video che mostrava come la fabbrica stava venendo rioccupata da senza fissa dimora in cerca di un riparo, aveva scritto su Twitter: "Sono stati spesi soldi pubblici, uomini e risorse. E ora c'è il rischio di dover ricominciare da capo. Dopo sgomberi occorre sorveglianza".

L'intervento della sindaca è sembrato indirizzato – senza nominarlo – al ministro dell'Interno Matteo Salvini, in prima fila nei giorni dello sgombero. Così per dare un segnale il Campidoglio ha deciso di mandare i vigili e non è escluso che già a partire da oggi sia stabilito un presidio fisso all'esterno della struttura. Ma mentre i caschi bianchi tengono d'occhio la fabbrica abbandonata su via Tiburtina, proliferano i piccoli insediamenti informali e le nuove occupazioni nel quadrante est della città: qui hanno trovato una nuova casa le centinaia di persone uscite dall'ex Penicillina.

Intanto i cittadini, i comitati e le associazioni che per mesi hanno seguito la vita delle centinaia di persone all'interno del ghetto, chiedendo che venisse evacuato e gli abitanti messi in sicurezza, continuano a domandarsi quando e con quali risorse la fabbrica, che è piena di amianto e sostanze tossiche, verrà bonificata e messa in sicurezza. A più di un mese dallo sgombero ancora nessuna notizia in merito.