Desirée è morta a soli 16 anni in uno stabile abbandonato, in via dei Lucani a San Lorenzo. Un’adolescente, “un angelo bianco con l’anima nera” come amava definirsi, che si è trovata completamente sola, abbandonata a sé stessa, nelle ultime terribili ore della sua vita, drogata, abusata dal branco e poi, uccisa. A risucchiarla via dal mondo un ‘buco nero’ che l’ha scaraventata su un materasso sporco, nuda, ultima tra gli ultimi. Desiderio, così l’avevano chiamata i genitori, come qualcuno che vogliamo e che aspettiamo impazienti, come le cose belle e delicate di questo mondo. Una ragazzina di provincia, cresciuta a Cisterna di Latina, a 70 chilometri da Roma. Su Facebook le foto la immortalano sorridente, sul profilo scriveva: “Nata principessa, cresciuta guerriera”. Ma chi la conosceva ricorda che era “buona, timida e introversa” forse “ingenua per essersi fidata di amicizie sbagliate”. Desy aveva una situazione famigliare ‘complicata' ed era affidata ai nonni, da sei mesi seguita dagli assistenti sociali. Forse, avrebbe voluto fare la modella, ma a scuola la bullizzavano, per un difetto al piede destro. Si era iscritta al liceo artistico ma in classe non c’era.

Desirée si è persa, tra i vicoli di una grande città e della vita, senza punti di riferimento, senza sogni, con un grande vuoto dentro e tanta solitudine. Un’adolescente fragile, che si è allontanata da casa per andare a Roma: così lontana, così misteriosa, dove nessuno sapeva chi fosse, dove nessuno avrebbe potuto giudicarla. Finita nel giro della droga, era una giovane come tante. “San Lorenzo non era così” hanno spiegato alcuni residenti “Sono luoghi che raccontano la Storia: è stato il quartiere della Resistenza, delle botteghe, delle borgate popolari” dicono “da anni è diventata una piazza di spaccio e di illegalità sotto agli occhi di tutti”. Una realtà come o poco distante da quella in cui vivono gli abitanti di San Basilio e Tor Bella Monaca. Ma San Lorenzo è a pochi passi dal centro storico. Non è solo criminalità, non è solo un dormitorio, non sono solo due schieramenti contrapposti che si gridano contro all’arrivo del politico di turno. Accanto agli stabili abbandonati divenuti rifugio di senza tetto e covo di spacciatori, San Lorenzo è un quartiere vivo, pulsante, multietnico, universitario, dove ogni giorno i residenti lottano e denunciano.

Dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile coordinata dal Commissariato di zona stanno affiorando alcuni aspetti di un caso complesso che vede al momento indagati per omicidio plurimo volontario tre uomini irregolari sul territorio italiano. Una vicenda che accade dopo l’omicidio di Pamela Mastropietro, altra morte violenta: stuprata sotto effetto di eroina, uccisa, fatta a pezzi e nascosta dentro due trolley abbandonati sul ciglio di una strada lo scorso gennaio. Ma non è successo a Roma: eravamo a Macerata, città del centro Italia. Desirée è morta in una delle periferie non geografiche ma spaccato nel tessuto urbano, in cui si inseriscono la sbagliata accoglienza e il degrado urbano, la speculazione edilizia, le mafie e l’illegalità. Per questo oggi più che mai urge un piano straordinario per riqualificare queste zone.

Non ci dimentichiamo che Desirée è andata a Roma da sola, sola ha varcato l’ingresso dello stabile abbandonato, sola è morta. Lei, una giovane nel fiore dell’età, aveva bisogno di amare ed essere amata, di avere dei punti di riferimento intorno, di crescere coraggiosa, di credere in sé stessa e nella forza dei propri sogni. Valori e autostima che non ha trovato nella famiglia, nelle amiche, nella scuola, in nessuno dei mondi intorno a lei. Ha cercato dell’altro ‘fuori’ per colmare il vuoto e la solitudine che si portava dentro, precipitando nell’abisso. E’ la vittima di una società che ha fallito e che da questo episodio deve partire per portare avanti una profonda riflessione. Ecco perché Desirée Mariottini, 16 anni, drogata, stuprata e uccisa non se l’è andata a cercare. Sul quel letto, rannicchiata, è morta una bambina, anche figlia nostra.