Yari Dall'Ara, 38 anni con diversi precedenti sulle spalle, nei mesi scorsi era diventato uno dei volti pubblici della protesta nel suo quartiere, Tiburtino III, contro la presenza del centro per migranti di via del Frantoio gestito dalla croce rossa. Ora Yari è finito agli arresti domiciliari (con braccialetto elettronico) assieme ad altre due persone, arrestato mentre era intento a svaligiare una gelateria in via Cola di Rienzo in Prati. Quando le forze dell'ordine sono arrivate sul posto, la cassa era già stata ripulita e i tre ladri si erano nascosti in dei mobili. Fermati sono stati trovati in possesso di attrezzi da scasso, tra cui un piede di porco. La banda è sospettata di aver messo a segni altri colpi nella zona nelle scorse settimane.

Il 38enne negli scorsi mesi più di una volta a favore di telecamere e su Facebook si è autoproclamato rappresentante dei cittadini (ovviamente "esasperati") di Tiburtino III, si è reso protagonista delle mobilitazioni contro i migranti, partecipando alle mobilitazioni di Casa Pound prima e soprattutto di Forza Nuova in un secondo momento. Tutto è iniziato lo scorso 30 agosto, quando una folla ha tentato di assaltare il centro di accoglienza, a seguito di un diverbio tra un migrante e alcuni ragazzini della zona. Sono seguite settimane di tensioni, manifestazioni e presidi contrapposti tra estrema destra e centri sociali, e anche una brutale aggressione razzista ai danni di un ospite del centro.

Dall'Ara è sempre stato in prima fila in tutte le manifestazioni a Tiburtino III, tentando di conquistarsi un seguito e partecipando a "passeggiate" per la sicurezza organizzate da Forza Nuova e a manifestazioni in altri quartieri. Uno dei paladini della propaganda razzista, che sostiene magari che la presenza di un centro per rifugiati aumenta il numero di furti, così per qualche tempo mancherà dalle cronache cittadine. Chissà che magari talk show e cronisti la prossima volta se lo ricordino, prima di creare leader di inesistenti rivolte popolari.