Oggi si sono tenuti gli interrogatori di convalida del fermo di Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano: il gip Costantino De Robbio ha confermato l'arresto e l'aggravante della premeditazione per l'accusa di tentato omicidio di Manuel Bortuzzo, il 19enne colpito alla schiena e che rimarrà paralizzato a vita. I due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere: lo ha dichiarato Giulia Cassaro, la legale di Daniel Bazzano, all'uscita del carcere di Regina Coeli. "Non hanno risposto alle domande del Gip perché quello che avevano da dire lo hanno già detto mercoledì sera in Questura", ha chiarito. E ha poi aggiunto: "Bazzano e Marinelli stanno male, li ho incontrati poco fa". I due si sono costituiti la sera del 6 febbraio, quando era ormai chiaro che sarebbero stati identificati in poche ore. Entrambi si sono detti pentiti di aver sparato a Manuel Bortuzzo: inizialmente hanno parlato di uno scambio di persona, poi Marinelli ha dichiarato di non "sapere perché ho sparato". "Siamo tornati tirando dritto davanti a detto esercizio commerciale dove abbiamo notato la presenza di alcune volanti della Polizia. Ho esploso questi colpi d'arma da fuoco in direzione di un ragazzo che ho visto muoversi. In realtà non vi era alcun motivo. Non ricordo con esattezza questo momento. Sono profondamente scosso e sono tre giorni che non dormo".

Il ferimento di Manuel Bortuzzo

Manuel Bortuzzo rimarrà paralizzato a vita. Non potrà più camminare. Ma finora – almeno stando a quanto riportato dalle persone che lo hanno visitato al San Camillo – il ragazzo si è mostrato positivo e pieno di speranza. E ha confidato a Massimiliano Rosolino che non ha nessuna intenzione di mollare. Manuel era un nuotatore, arrivato a Roma con il sogno di partecipare alle Olimpiadi. La notte tra sabato 2 e domenica 3 febbraio era uscito con alcuni amici: al momento della sparatoria si trovava davanti a un distributore insieme a Martina, la sua ragazza. Un flash, una voce: poi, gli spari. Manuel è caduto a terra, subito soccorso dalla ragazza e da un'ambulanza arrivata in poco tempo sul posto. Marinelli e Bazzano, invece, si sono dati alla fuga a bordo di uno scooter. "Mi trovavo in uno stato confusionale che non so spiegare – ha detto Lorenzo Marinelli quando si è costituito – Non so dove siamo stati, forse in un parco, per campi, dai quali uscivamo soltanto per avere notizie dai telegiornali di quanto accaduto. Andavamo a sentire i telegiornali nei bar".