Federico Zeoli
in foto: Federico Zeoli

Lo conosce da appena due mesi e avevano programmato di sposarsi in primavera. "Lui è la mia vita, è giusto che sia in carcere, ma io comunque non lo abbandono", dice la mamma della bimba di due anni che è stata ridotta il fin di vita dal patrigno. Federico Zeoli, 24 anni, ieri ha picchiato selvaggiamente la figlia della compagna, madre anche di altre due bimbe, una è la gemellina della piccola che tuttora si trova ricoverata in prognosi riservata all'ospedale Bambino Gesù di Roma. Ancora non è stata dichiarata fuori pericolo e sarà sottoposta a un delicato intervento chirurgico al cervello. La mamma non era in casa, una casetta degradata alla periferia di Genzano di Roma, quando è avvenuto il fatto, ma sul corpo della bambina sono stati trovati lividi, un profondo ematoma in testa e anche morsi nella zona dell'ombelico. "Sua madre mi ha spiegato che è malato, ha una specie di schizofrenia. Io lo amo, ma non so se riesco a perdonarlo. Lo so cosa penseranno tutti di me, che sono una madre disgraziata, ma lui è la mia vita. E' giusto che sia in carcere, ma devono aiutarlo perché lui non vuole prendere le medicine. Io comunque non lo abbandono", ha detto la donna al Messaggero.

"Si arrabbia spesso, sbotta, poi si pente ma io non mi arrabbio, lo lascio sfogare. Non ha mai alzato le mani su di noi, a parte qualche sculacciata o rimprovero. Ci tiene all'educazione ma io ho sempre permesso alle bambine di fare come vogliono, insomma ogni tanto fanno cadere qualcosa quando rovistano nei cassetti e lui si arrabbia. Ci amiamo, con le bambine eravamo felicidormiamo tutti in una stanza e ci vediamo la televisione sul lettone", ha raccontato ancora. Ieri, dopo aver picchiato la bimba, Federico ha telefonato alla fidanzata e ha provato a giustificarsi: "La piccola sta male, si è svegliata ed è venuta". Così ha provato a dire ai medici anche la madre, ma i lividi raccontavano un'altra storia. La piccola è stata accompagnata d'urgenza a Roma, all'ospedale Bambino Gesù. Per ora non si hanno notizie certe sulle sue condizioni di salute.