La foto che ritrae Chistian Gabriel Natale Hjorth, uno dei due diciannovenni americani arrestati per l'omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ammanettato e bendato mentre si trova in un stanza del Comando dei carabinieri di Roma in via Selci, è stata scattata da un militare ed era destinata a una chat WhatsApp interna formata da soli carabinieri. Il "trofeo" doveva essere esibito solo tra colleghi e la foto non sarebbe mai dovuta uscire da quel gruppo privato e arrivare ai media, sollevando polemiche e condanne. A far circolare l'immagine all'esterno è stato invece un altro carabiniere.  È questo il contenuto della memoria difensiva consegnata dall'avvocato Andrea Falcetta ai pm di Roma.

L'autore della foto è un maresciallo che ha partecipato all'arresto

Il legale, difensore dell'autore dello scatto, ha chiesto che il suo assistito venga assistito al più presto. Si tratta di un maresciallo della Compagnia Roma Centro, ha spiegato di essere un amico di Rega e di aver saputo dell'omicidio del vicebrigadiere attorno alle 5.40 dalla telefonata di un collega e di essersi messo subito a lavoro sulle indagini per trovare i responsabili. Nel gruppo WhatsApp in questione, con carabinieri di diverse regioni italiani "tutti con incarichi operativi", in quelle prime ore circolano centinaia di foto di pregiudicati. Sono tutti cittadini nordafricani perché all'inizio non solo sui media ma anche all'interno dell'Arma si diffonde la voce che si trattava di due extracomunitari. Insomma si cercano i responsabili e quelle immagini, scambiate da carabinieri tutti con ruoli operativi, dovevano essere un sostegno all'attività investigativa.

"Natale bendato e ammanettato perché pericoloso"

Quando i due giovani americani vengono arrestati la notizia viene data anche sulla chat in questione, è lo stesso maresciallo che ora si trova a essere imputato a darla. Il carabiniere racconta nella memoria che Natale l'aveva aggredito al momento del fermo, venendo ferito al volto con una testata. Natale avrebbe continuato ad agitarsi e per questo sarebbe stato bendato con l'autorizzazione e ammanettato con l'assenso degli ufficiali presenti. Uno "strumento di contenimento" ritenuto proporzionato per evitare "che facesse male a se stesso o ad altri", e sottolinea che "come chiaramente affermato dal procuratore generale Giovanni Salvi, l'interrogatorio si svolse con ogni garanzia di legge", quando il giovane si era calmato e "già da tempo era stato liberato dalla benda".

"La chat era riservata a soli carabinieri"

Ma perché quello scatto e la sua diffusione in quella chat, anche "sapendola riservata unicamente a Carabinieri"? Il maresciallo dei carabinieri afferma di averlo fatto sia per "rassicurare tutti" del fatto che i due fossero stati arrestati, ma anche per "far notare che l'informazione inizialmente fornita dal partner di Mario (ovvero che i responsabili fossero nord africani, ndr) era totalmente inesatta". Purtoppo per lui però l'immagine è stata "inopinatamente consegnata alla stampa da altro Carabiniere, quasi certamente non partecipante alla chat, che sarebbe già stato individuato dai vertici dell'Arma".