19 Giugno 2018
15:55

Zio Franco: il boss “con la scoppola” che comandava a Montespaccato

Franco Gambacurta, “l’uomo con la coppola”, era il boss indiscusso dell’organizzazione criminale colpita questa mattina con 58 arresti ed egemone nella zona di Montespaccato. Oltre ai rapporti con esponenti storici della banda della Magliana, ‘Zio Franco’ sarebbe stato a capo di un gruppo mafioso in grado di imporre il proprio volere nella “sua” zona e di importare considerevoli quantità di cocaina dalla Spagna.
A cura di Valerio Renzi
L’abbraccio tra Franco Gambacurta e Salvatore Nicitra
L’abbraccio tra Franco Gambacurta e Salvatore Nicitra

Questa mattina i carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere ai danni di 58 persone, ritenute fare parte della stessa organizzazione criminale che spadroneggiava nel quartiere di Montespaccato, alla periferia Nord di Roma. Le indagini sono andate avanti dal 2012 al 2017 e sono culminate nel procedimento odierno. A capo dell'organizzazione c'era un campo indiscusso Franco Gambacurta. Gli inquirenti lo indicano come "l'uomo con la coppola", e così era conosciuto anche nel quartiere.

I rapporti con Salvatore Nicitra e lo scontro con Michele Senese

Il suo nome incuteva timore e "rispetto" nel suo territorio, ed era ben conosciuto anche tra gli altri gruppi criminali. Nel corso dell'inchiesta i carabinieri hanno documentato ad esempio come sia stato necessario l'intervento di Salvatore Nicitra per ricomporre una controversia con Michele Senese, boss della camorra trapiantato dagli anni '80 nella capitale. Sia Gambacurta che Michele ‘O Pazzo avevano preso di mira lo stesso imprenditore, ed entrambi vantavano crediti nei suoi confronti. A fare da paciere Salvatore Nicitra, nome della vecchia Banda della Magliana, uomo che secondo il racconto di una fonte di Fanpage.it sarebbe l'uomo della mafia siciliana a Roma, il "quinto re di Roma".

Franco Gambacurta importava considerevoli quantità di cocaina

Gambacurta non solo si occupava di estorsioni e racket, ma anche di spaccio di sostanze stupefacenti ed era in grado di approvvigionarsi autonomamente di quantità significative di cocaina tramite la Spagna, grazie ad un'organizzazione di cittadini colombiani. Ancora una volta ci troviamo così di fronte non ad una mafia trapiantata, ma ad un'organizzazione "originale", che governava il territorio dove si era insediata con i metodi che contraddistinguono le classiche organizzazioni mafiose.

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