La sindaca Virginia Raggi lo ha promesso rispondendo ad una specifica domanda, al margine di una conferenza stampa in Campidoglio: il murales che ricorda il boss di Tor Bella Monaca Serafino Cordaro sarà rimosso nei prossimi giorni. "Il murale del boss Serafino Cordaro, sulla facciata di una casa popolare a Tor Bella Monaca a giorni lo andremo a cancellare. Ci è stato segnalato. Tra l'altro su Tor Bella Monaca è nato un progetto che si chiama ‘Diamoci una Tor Bella Mano', un progetto per riqualificare l'intero quartiere. La cancellazione di questo murale è tra le priorità. È un fatto gravissimo, appena ce lo hanno segnalato siamo intervenuti". "L'amministrazione – ha aggiunto – si sta muovendo anche per dare supporto a chi nel quartiere pensava di non potercela fare da solo. Non è una promessa ma una cosa che accadrà, a giorni quel murale sarà rimosso".

Cordaro è uno dei ras della droga del quartiere quando viene ammazzato il 2 febbraio del 2013, freddato a colpi d'arma da fuoco in via Acquaroni Pochi giorni dopo sul caseggiato R9 compare il dipinto che lo raffigura. "Serafino sei il nostro angelo”, recita il murales che sta lì a rafforzare il prestigio criminale dei Cordaro che hanno un loro martire a "vegliare" sui muri del quartiere, per incutere rispetto e farne una sorta di leggenda per i ragazzini che fanno le vedette.

I Cordaro, proprio come un clan delle mafie classiche, sono organizzati attorno a un nucleo familiare e hanno salito i gradini della criminalità romana controllando diverse piazze di spaccio di Tor Bella Monaca. Recentemente gli inquirenti hanno posto sotto sequestro beni per 3 milioni di euro appartenenti alla famiglia, a testimoniare il potere criminale acquisito dai Cordaro, uno degli esempi di come a Roma stia nascendo una mafia originale e autonoma a partire dal governo delle piazze di spaccio.