I due indagati
in foto: I due indagati

Le immagini che documentano lo stupro di Viterbo sono definite dal gip Rita Cialoni come "aberranti". I due indagati non solo hanno ripreso tutta la scena con i loro smartphone, ma hanno condiviso il filmato "con soggetti terzi, compreso il padre dell'indagato, che si erano solo preoccupati di sollecitare l'immediata eliminazione delle immagini stesse ritraenti la brutale violenza". La violenza ai danni della 36enne, scrive il gip nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, è stata ripresa "al chiaro scopo di schernire ulteriormente la malcapitata, esibendo come fosse un trofeo un tale scempio".

Quattro frammenti del video mostrano la donna "inerme e apparentemente priva di sensi, completamente nuda, sdraiata sul pavimento in posizione ‘fetale' ovvero supina con una mano posta sulla sua bocca". Foto e filmati danno conto, scrive ancora il giudice, "dei reiterati abusi sessuali posti in essere congiuntamente dagli indagati con atteggiamento sprezzante oltre che beffardo, intercalato da insulti e minacce, nel mentre la vittima, alla quale venivano fatte assumere di volta in volta posizioni diverse, visibilmente versava in uno stato di semincoscienza emettendo solo flebili lamenti, culminati nella richiesta della donna che con voce sfinita esortava i due a porre fine alle violenze". La 36enne avrebbe riconosciuto i due indagati dalle fotografie mostrate dagli investigatori. La donna, scrive ancora il gip, ha riconosciuto Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci "senza dubbio alcuno".

"Ho paura di essere ancora aggredita, ho paura di tutte quelle minacce…tanto da non riuscire a dormire", ha dichiarato la vittima. E per questo, proprio per la paura che possa ritrattare la sua denuncia per ritorsione, i pm stanno valutando di chiedere il dispositivo dell'incidente probatorio, che permetterebbe di portare a processo come prova il racconto fatto in queste ore.

I consigli dei camerati: "Regà cancellate le chat"

"Regà cancellate la chat che sto giro so cazzi per tutti", consiglia un giovane militante di Blocco Studentesco. E ancora: "Cancellare obbligatoriamente la chat, sia chiaro obbligatoriamente. No domande". In una conversazione tra uno degli indagati e il padre si legge: "Butta il cellulare subito". E ancora un altro consiglio che arriva su Whatsapp: "Leva tutti i video e tutte le foto di quella di ieri sera. Fai l'hard reset del telefono". Secondo il gip l'altro arrestato "evidentemente sollecitato nel senso sopra indicato, si era attivato per cancellare l'applicazione Whatsapp e la conseguente eliminazione del relativo contenuto dal cellulare".