"Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci hanno solo 20 anni ma sono stati travolti dalla situazione e stanno vivendo un'esperienza carceraria marchiati da un'accusa particolarmente provante". Marco Valerio Mazzatosta, uno dei tre legali difensori dei due ragazzi accusati di lesioni e violenza sessuale nei confronti di una 36enne a Viterbo, contattato da Fanpage, ha parlato dell'udienza di oggi durante la quale è avvenuto l'interrogatorio: "C'è stata un'evidente divergenza tra quella che è la tesi sostenuta dalla persona offesa e ciò che è stato detto dai nostri assistiti". Divergenza, ha spiegato il legale difensore, che "rappresenta un diverso modo d'interpretare un'evenienza di vita". Al vaglio della procura le immagini registrate dai telefonini che riprenderebbero le scene di stupro compiute, rispetto alle quali Mazzatosta si è così espresso: "Il video rappresenta una piccolissima parte di un accadimento ben più lungo". E ha chiarito: "Abbiamo le copie cartacee delle riprese e siamo certi che può esserci un'altra interpretazione dei fatti. Non abbiamo nessuna intenzione di attaccare la parte offesa, diciamo soltanto che alcuni accadimenti di vita in funzione del soggetto che li osserva possono essere diversi". A difesa di Chiricozzi e Licci, secondo l'avvocato, ci sarebbe anche la differenza d'età: "La donna ha 40 anni mentre i ragazzi ne hanno venti".

L'avvocato di Chiricozzi e Licci: "Rapporto sicuramente consenziente"

I legali difensori di Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci sostengono la tesi secondo la quale la 36enne avrebbe accettato gli approcci e il rapporto sessuale con i due 20enni e lo hanno definito "sicuramente consenziente". Alla domanda se avesse visto i lividi e lesioni vistose presenti sul corpo della 36enne, Mazzatosta ha risposto: "Nel referto del pronto soccorso e nelle fotografie in bianco e nero forniteci dal pm non ci sono ferite ma solo dei segni". Segni che il legale ritene "compatibili con un rapporto sessuale consumato su un pavimento o su un tavolo di legno, sembrano provocati da pressione. Non ci sono lacerazioni né tagli".

Il gip sullo stupro di Viterbo: "Scene raccapriccianti"

Nessuno stupro secondo l'accusa, ma il giudice delle indagini preliminari Rita Cialoni ha parlato di "scene raccapriccianti" e di "reiterati abusi" sulla donna, che i due avrebbero commesso agendo in modo "beffardo e sprezzante" dopo aver visionato i video ripresi da Chiricozzi e Licci al momento dell'accaduto. I due militanti di CasaPound hanno ripreso con il telefonino quanto compiuto quella drammatica sera, mentre avevano tra le mani la donna inerme, in uno stato in cui, come ha spiegato il legale dell'accusa Franco Taurchini, non avrebbe potuto difendersi. Per il procuratore capo di Viterbo, Paolo Auriemma, ci sono "elementi di prova solidi" nei confronti di Licci e Chiricozzi.