L'appuntato scelto dei carabinieri Luigi Capasso fu dichiarato idoneo al servizio al termine di un test psicologico sostenuto lo scorso 30 gennaio. Stando a quanto si apprende, chiese un alloggio in caserma in seguito alla separazione con la moglie e per questo, come di consueto per i carabinieri, gli fu offerto un supporto psicoterapeutico, ma lui rifiutò sostenendo di aver già intrapreso un percorso con uno psicologo. In effetti, almeno stando a quanto riporta l'agenzia di stampa Lapresse, lui e la moglie avevano intrapreso una terapia di coppia nel centro diocesano di aiuto alle famiglie a Cisterna di Latina. Dopo il rifiuto Capasso fu obbligato comunque a sottoporsi a una test davanti a una commissione. Il risultato: otto giorni di riposo e dichiarazione di idoneità al servizio. Ieri ha sparato alla moglie nel garage nel loro appartamento di Cisterna di Latina, poi è salito in casa e ha ucciso le figlie prima di togliersi la vita dopo una lunghissima trattativa con i negoziatori del carabinieri. Secondo quanto riferisce l'agenzia Agi Capasso aveva parlato dei suoi problemi coniugali anche con uno psicologo della Asl presso la scuola sottufficiali dei carabinieri di Velletri al momento del suo trasferimento in caserma. Nel test di idoneità professionale, una prova di routine per i militari che attraversano un momento di crisi, l'uomo avrebbe ammesso i suoi errori con la moglie e avrebbe confidato di voler tornare a vivere con le sue bambine.

Le due bimbe erano seguite da uno psicologo della Asl

La preside della scuola delle figlie ha dichiarato: "Sapevamo che i coniugi Capasso stavano divorziando e che i loro rapporti non erano idilliaci, ma arrivare a pensare a un epilogo del genere no. Del resto stavano affrontando un divorzio frequentissimo oggigiorno, ma non ne conoscevamo la gravità". Le bimbe erano seguite da uno psicologo della Asl, una decisione relativamente recente, presa dopo la lite tra i due coniugi avvenuta lo scorso mese di settembre davanti allo stabilimento Findus dove la donna lavora. In quell'occasione dichiarò di essere stata aggredita dal marito.

Il legale della moglie di Capasso, l'avvocato Maria Concetta Belli, ha asserito che la donna era "consapevole dei rischi". Non ha denunciato il marito perché avrebbe messo a rischio il suo lavoro, anche perché l'appuntato era già stato sospeso dal servizio "seguito di un’altra denuncia. E di conseguenza, in caso di separazione, ci sarebbero stati dei problemi per il mantenimento delle bambine. Lei ha agito sempre per il bene delle bambine”. Le due bimbe, dice ancora l'avvocato intervistata a “La radio ne parla”, erano letteralmente terrorizzate dal padre. "Lui non era mai stato aggressivo con loro, ma davanti a loro aveva aggredito la madre. Lei più volte aveva parlato con il comandante di suo marito e a sua volta il suo comandante aveva parlato con lui. Solo che non gli era mai stata tolta la pistola e questo è un fatto", ha concluso Belli.

La nota dell'Arma dei Carabinieri

Nel pomeriggio un comunicato stampa dell'Arma dei Carabinieri chiarisce: "La grave tragedia familiare avvenuta a Cisterna di Latina impone l'obbligo di verificare se le autorità gerarchiche e sanitarie competenti a valutare il comportamento e la condizione psicofisica dell'appuntato Luigi Capasso avessero elementi sufficienti per prevedere quanto purtroppo è accaduto, nonché se sia stato fatto tutto ciò che la legge consentiva a tutela della consorte e per estensione, dell'intero nucleo familiare".

"L'Arma dei Carabinieri – prosegue la nota – che sta fornendo all'Autorità giudiziaria la massima collaborazione investigativa e ogni informazione in suo possesso, ha disposto per gli aspetti di propria competenza l'esecuzione di una rapina inchiesta, tesa ad accertare i fatti con puntualità e trasparenza. Questa procedura, ulteriore rispetto al procedimento già avviato dall'Autorità giudiziaria, porterà a una completa conoscenza della vicenda e all'adozione dei provvedimenti che si renderanno necessari"