Stadio della Roma: “Area a rischio idrogeologico”, e le carte finiscono in Procura

Dopo il parere negativo di Atac per il prolungamento della linea B1 della metropolitana, una nuova tegola cade sullo Stadio della Roma prima ancora della posa della prima pietra. La procura di Roma ha infatti deciso di acquisire il materiale prodotto dall'Autorità di Bacino del Tevere. Nelle carte le "prove" che l'area di Tor di Valle dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto sportivo è a serio rischio esondazione.
La scelta di piazzale Clodio è arrivata dopo che il parlamentare romano di Sel Filiberto Zaratti, in commissione Ambiente ha chiesto con un'interrogazione ufficiale se l'area prescelta fosse davvero ad un così alto rischio idrogeologico. E la risposta del ministero dell'Ambiente è stata affermativa, sulla base proprio degli studi dell'Autorità di Bacino.
"Rischio idraulico, per esondazione del fosso di Vallerano, e rischio idraulico potenziale per deflusso e accumulo idrico di tipo meteorico", sono le due maggiori criticità citate dal sottosegretario Silvia Velo, che ha aggiunto come "la localizzazione dell’opera all’interno della pianura alluvionale del fiume Tevere, poco più a valle della confluenza del fosso di Vallerano, induce a indicare la necessità di approfonditi esami circa il pericolo di assestamento delle formazioni alluvionali, anche in relazione alla determinazione dei flussi idrici sotterranei, alla variabilità dei livelli freatici ed alla relazione di questi con le previste strutture nel sottosuolo".
Che le difficoltà esistessero vista la vicinanza del fiume non era una novità, che la procura voglia vedere le carte per valutare se sono stati sottovaluti i rischi idrogeologici invece si. Sarà il pm Mario Dovinola a dover valutare tutta la documentazione che la Guardia di Finanza sta procedendo ad acquisire.
