Si chiamava Alessandro Borrelli il ragazzo di 34 anni morto ieri sera a Ciampino, ucciso da diversi colpi di arma da fuoco sparati nella sua abitazione intorno alle 18 del pomeriggio. Il suo amico, Stefano I., ha fatto in tempo a fuggire: ora lotta tra la vita e la morte all'ospedale di Tor Vergata, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Prima di svenire, ha atteso l'arrivo dei carabinieri: a loro, prima di chiudere gli occhi, ha sussurrato con le poche forze rimaste il nome dell'assassino. E così, aiutati anche dalle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, poco dopo i militari si sono presentati a casa di un uomo residente alla Romanina. Si tratta di una guardia giurata di 36 anni: sarebbe stata lei a sparare a Borrelli e al suo amico. L'uomo è stato portato in caserma, dopodiché è stato arrestato: le accuse sono di omicidio e tentato omicidio.

La vittima forse conosceva l'assassino

Amava viaggiare Alessandro Borrelli e scoprire il mondo. Incensurato, non avrebbe nessun legame con i giri criminali romani. Da qualche mese si era trasferito nella casetta al piano terra di via Cagliari a Ciampino. A quanto si apprende, conosceva il suo assassino: secondo chi indaga, l'omicida potrebbe aver avuto una relazione in passato con la sua vittima. Il condizionale è d'obbligo, e i militari stanno indagando in tutte le direzioni. Le generalità di chi ha sparato non sono state ancora rese note: in un primo momento si era pensato che potesse esserci una terza persona coinvolta nella sparatoria, ma allo stato attuale solo il 36enne è stato formalmente accusato.

La sparatoria a Ciampino e l'omicidio di Borrelli

L'agguato a Borrelli è avvenuto ieri pomeriggio alle 18. Secondo le prime informazioni, l'assassino avrebbe suonato alla vittima. Il 34enne ha aperto la porta, chi lo ha ucciso non gli ha dato forse nemmeno il tempo di rendersi conto di cosa stava avvenendo. Il suo amico, Stefano I., è invece riuscito a fuggire: è gravemente ferito, forse l'assassino non si era reso conto che era ancora vivo. A dare l'allarme sono stati i residenti: dopo aver sentito gli spari si sono affacciati e hanno visto i corpi in terra. All'arrivo dei carabinieri, lo sforzo di Stefano per dire chi aveva sparato.