È stato condannato a 20 anni di carcere l'insospettabile padre di famiglia, ritenuto responsabile di aver fatto violentare la figlia di quindici anni affetta da una grave disabilità mentale, da degli sconosciuti. L'uomo abbordava dei ragazzi in strada, per lo più migranti in condizioni di marginalità, e gli offriva poche decine di euro per abusare della figlia mentre lui filmava gli incontri. Almeno sei gli incontri accertati, grazie al materiale pedopornografico girato dall'uomo e trovato dagli inquirenti, ma solo due i giovani individuati e che saranno ora processati in un altro procedimenti in cui dovranno rispondere di violenza sessuale.

Una vicenda terribile, che ha come protagonista un commerciante 40enne di Monteverde, padre di tre figli, e venuta alla luce la scorsa estate grazie al coraggio di un ventenne nigeriano che, nonostante fosse irregolare sul territorio nazionale, ha deciso di recarsi dalle forze dell'ordine per raccontare la proposta che l'uomo gli aveva fatto. Il ragazzo poi ha teso una trappola al 40enne fissando un appuntamento a cui però si sono presentate le forze dell'ordine. Per il suo coraggio è stato premiato con un permesso di soggiorno umanitario.

Il processo è stato celebrato con rito abbreviato e il giudice ha deciso di infliggere una pena superiore a quella chiesta dal pm Elena Neri, che aveva chiesto sedici anni di carcere. Ora gli avvocati difensori dell'uomo hanno già annunciato la volontà di ricorrere in appello. Da parte sua il padre della ragazza, che subiva quei rapporti senza essere consenziente e incapace anche di gridare per chiedere aiuto, si è giustificato così durante gli interrogatori: "Avrò sbagliato ma volevo solo aiutare mia figlia. Pensavo che se avesse avuto intimità sarebbe stata meno soggetta a crisi". Gli incontri sarebbero poi stati filmati con il cellulare per paura di essere ricattato dagli uomini coinvolti. Una versione che non ha convinto accusa e giudici.