"Finalmente l'Agenzia del Demanio ha avviato l'iter per lo sgombero di Casapound. Bene, questa situazione non è più tollerabile. Basta privilegi sulle spalle dei cittadini". Così la sindaca Virginia Raggi sulla denuncia depositata in procura da parte dell'agenzia del Demanio per richiedere lo sgombero dell'organizzazione di estrema destra dallo stabile di via Napoleone III, nel centro di Roma. Da mesi Raggi chiede che CasaPound venga sgomberata, spesso usando questo argomento in aperta polemica con il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che invece sulla faccenda si è espresso poche volte e mai in modo deciso. Dopo le forti polemiche degli ultimi mesi, sorte soprattutto dopo la lista degli sgomberi imminenti stilata dal Viminale, il Demanio ha presentato denuncia in procura per rientrare in possesso dello stabile. E ha chiesto un risarcimento milionario all'organizzazione di estrema destra che recentemente ha dato il suo addio al mondo della politica istituzionale.

CasaPound, indagati 9 dirigenti per mancata denuncia dell'occupazione

Dello sgombero di CasaPound si è iniziato a parlare qualche mese fa, quando i consiglieri dem hanno presentato in consiglio comunale una mozione per lo sfratto dei militanti di estrema destra dal palazzo di via Napoleone III. Approvato anche dai colleghi del M5s, è stato poi accolto dalla sindaca Virginia Raggi, che ha richiesto lo sgombero immediato dello stabile. E lì, come si suol dire, si sono ‘svelati alcuni altarini'. Non solo non si capiva di chi fosse la competenza di quello stabile (se del Miur, del ministero dell'Interno o dell'Economia), ma si è scoperto che nessuno aveva presentato denuncia per l'occupazione del palazzo, avvenuta nel 2003. Per il mancato sfratto e per l'esposto mai avviato, sono stati denunciati nove dirigenti dell'Agenzia del Demanio che avrebbero dovuto occuparsene sedici anni fa. A loro è stato chiesto un risarcimento milionario. Il palazzo dove ha sede CasaPound, infatti, ha causato allo Stato italiano un danno da 4,6 milioni di euro.