Gli agenti della squadra mobile di Roma hanno arrestato il secondo presunto autore di uno stupro di gruppo, avvenuto la notte tra il 18 e il 19 maggio all'esterno della discoteca Factory Club di Roma. La vittima, una ragazza di 21 anni, era stata soccorsa in stato di choc e aveva raccontato di essere stata violentata da tre uomini in un ambiente di servizio del locale, mentre era in corso una serata. Dopo l'arresto a luglio di un 25enne di nazionalità rumena, la polizia ha individuato un secondo responsabile: si tratta di un tunisino di 35 anni, addetto alla sicurezza della discoteca.

Stupro alla discoteca Factory: arrestato il secondo aggressore

Sarebbe lui "il secondo uomo vestito come un addetto alla sicurezza" descritto dalla vittima, sopraggiunto mentre la giovane stava già subendo gli abusi del primo aggressore. Il buttafuori invece di soccorrere la giovane si sarebbe unito all'altro uomo, anch’egli in servizio quella sera e oggi in carcere. Gli investigatori, partendo dalla descrizione fatta dalla ragazza, hanno identificato tutto il personale di sicurezza e di servizio presente nel locale, "con molte difficoltà dovute alle incongruenze nelle dichiarazioni degli organizzatori della serata". Le informazioni acquisite sono state incrociate con le testimonianze di alcuni giovani che si trovavano nel locale per trascorrere la serata, che hanno fornito agli investigatori foto e video in loro possesso.

Dopo la violenza era fuggito in Tunisia

Il cerchio si è ristretto sulla figura del 35 enne, uno dei buttafuori “in regola”, addetto all’area della discoteca attigua al luogo del delitto. Pochi giorni dopo la violenza, aveva lasciato l’Italia per rientrare in Tunisia. Intanto gli investigatori hanno continuato a tenerlo nel mirino e hanno avuto la certezza del suo coinvolgimento con la comparazione del Dna.

In manette appena atterrato a Fiumicino

Nella serata di venerdì 1 novembre, convinto che le acque si fossero calmate, l'uomo è sbarcato dalla Tunisia all’aeroporto di Fiumicino. Qui il personale della squadra mobile di Roma, in collaborazione con la polizia di frontiera, lo ha arrestato. Per lui si sono aperte le porte del carcere di Regina Coeli, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Roma per i gravi indizi di reato per violenza sessuale di gruppo aggravata e lesioni. Continuano intanto le indagini per individuare il terzo responsabile del delitto.