"Eravamo una scarpa, una ciavatta e un tacco. Quello è stato il primo Pride". A dire queste parole, cariche di affetto e nostalgia, è Vladimir Luxuria: venticinque anni dopo la prima parata dell'orgoglio omosessuale è pronta a tornare in piazza anche domani 9 giugno, quando si svolgerà il nuovo Roma Pride 2019. Ma adesso è tempo anche di andare con la mente al 1994 e ricordare cos'era il Pride quando la capitale non aveva mai visto sui suoi sanpietrini l'oceano arcobaleno che lo avrebbe invaso poi per i venticinque anni successivi. "Quando sono arrivata avevo molta paura, temevo non ci fosse nessuno – ha raccontato Luxuria a Fanpage.it – Poi, quando sono arrivata al Tevere, mi sono messa in una postazione in alto per vedere meglio e davanti a me c'era un fiume di persone che stava festeggiando. È stata un'emozione incredibile e mi sono commossa".

Roma Pride 2019, 25 anni fa Simona Izzo e Ricky Tognazzi primi testimonial

Vladimir Luxuria ricorda il palco del Gay Pride del 1994, molto diverso da quello di oggi. "Stava a piazza Farnese ed era fatto di travi di legno traballanti e noi ci stavamo sopra in equilibrio precario – dice non riuscendo a trattenere le risate – Ma eravamo forti. Era la forza della prima volta". Il primo Pride non aveva sponsor, né testimonial. La prima madrina e il primo padrino sono stati presi per caso in un ristorante a Campo De Fiori, proprio grazie alla faccia tosta di Vladimir Luxuria. "C'erano Simona Izzo e Ricky Tognazzi che stavano cenando insieme, io sono andata a chiedergli se volevano salire sul palco per dare un discorso. E devo dire che sono stati davvero molto bravi. Insomma, i primi testimonial del Pride sono stati praticamente acciuffati in mezzo alla strada".

Roma Pride 2019, Luxuria: "A parole d'odio dei politici contrapponiamo l'arcobaleno"

"Ricordo con nostalgia la partecipazione di Rutelli, bisogna dare atto del fatto che è stato il primo sindaco a sfilare con noi", dice Vladimir. Dal 1994 tante cose sono cambiate. Le persone omosessuali non si nascondono più ma devono costantemente combattere con le unghie e con i denti per vedere riconosciuti i loro diritti. Ma, come Imma Battaglia, anche Vladimir Luxuria non crede che si possa tornare troppo indietro. "Abbiamo vissuto dei momenti storici altalenanti di speranza e disperazione. A volte il dado della vita ti porta indietro di alcune caselle. Sentiamo che coloro che ci hanno sempre osteggiato oggi si sentono maggioranza, ma non la spunteranno: abbiamo attraversato tanti deserti ma abbiamo sempre trovato delle oasi alle quali ci siamo abbeverati, e passeremo anche questo. Sappiamo che non ci troviamo in un periodo facile, agli alti livelli i politici stanno avendo parole d'odio verso qualsiasi tipo di diversità, ma noi siamo dalla parte giusta della storia. Alla loro miseria e al loro grigiume contrapporremo sempre l'arcobaleno".