Il capannone di Ponte Malone utilizzato per la trasferenza dei rifiuti (Foto dal profilo Facebook dell’assessore Giacomo Giujusa)
in foto: Il capannone di Ponte Malone utilizzato per la trasferenza dei rifiuti (Foto dal profilo Facebook dell’assessore Giacomo Giujusa)

È iniziato il conferimento dei rifiuti del Tmb Salario nella Valle Galeria. Detto fatto, sono passati dieci giorni dall'assemblea cittadina che si è svolta lo scorso 27 dicembre al Corviale, alla presenza della sindaca Raggi, dell'assessore Montanari e del presidente di Ama Bagnacani. Ieri i camion sono arrivati all'interno del sito di Ponte Malnome che ospiterà la trasferenza dell'indifferenziato proveniente da via Salaria da un camion all'altro, che sarà poi trasportato verso l'Abruzzo. A darne notizia, su Facebook, l'assessore all'Ambiente del municipio XI Giacomo Giujusa: "Ci siamo recati in visita insieme ai cittadini presso lo stabilimento Ama di Ponte Malnome dove è stata attivata l'area di trasbordo necessaria a caricare i rifiuti sui tir per il trasporto in impianti di trattamento autorizzati".

Giujusi: "Un sollievo alla città"

Si tratta di un enorme capannone adibito a questa funzione dove "il rifiuto appena scaricato dai compattatori viene immediatamente ricaricato e trasferito" ha detto Giujusa, rassicurando i residenti sul fatto che "le attività hanno un impatto molto contenuto e avranno termine entro 180 giorni da ieri, lunedì 7 gennaio. Le aree alle ore 18 sono state sgomberate e pulite come promesso". Un provvedimento che il Campidoglio ha ritenuto necessario, e che "darà sollievo alla città contribuendo a limitare le criticità venutesi a creare dopo l'incendio del Tmb Salario" conclude l'assessore.

Cittadini sul piede di guerra: i rifiuti resteranno qui

Non la pensano allo stesso modo i comitati di quartiere e i cittadini che da circa 50 anni si battono per la riqualifica e bonifica della Valle Galeria. Insoddisfatti della decisione della sindaca Raggi, non credono che il sito di Ponte Malnome sarà aperto alla trasferenza per soli sei mesi, ma piuttosto, che le operazioni si protrarranno ben oltre, perché non non c'è abbastanza tempo per individuare altri siti idonei entro i 180 giorni previsti. "La nostra paura – confessano alcuni cittadini a Fanpage – è che una volti terminati i tempi previsti dalla Regione Abruzzo, i rifiuti resteranno qui, accumulati, e non ce ne libereremo più, perché non li vorrà nessuno".