I rifiuti di Roma destinati al Tmb Salario saranno portati nel sito di Ponte Malnome nella Valle Galeria. Questa la decisione della giunta capitolina Cinque Stelle, che ha informato i residenti del municipio XI durante l'assemblea cittadina che si è svolta ieri sera: l'area ospiterà per sei mesi le 300 tonnellate giornaliere d'immondizia dopo l'incendio che ha portato alla chiusura dell'impianto di via Salaria. Una misura, come ha spiegato la sindaca di Roma Virginia Raggi, che non prevede lo stoccaggio ma la zona "servirà solo per trasferire i rifiuti dai camion di raccolta ad altri mezzi che li porteranno in altri impianti di trattamento in attesa di individuare nuove aree". Un'accesa discussione ha animato l'incontro, al quale erano presenti, oltre ai rappresentanti del municipio e i cittadini, l'assessore all'ambiente Pinuccia Montanari, il presidente di Ama, Lorenzo Bagnacani e la sindaca, arrivata dopo due ore dall'inizio. Un sito quello di Ponte Malnome che ha subito un alluvione nel febbraio 2014, quando a causa delle precipitazioni abbondanti sono fuoriusciti dall'impianto rifiuti ospedalieri, siringhe e sacche di sangue, con la conseguente contaminazione dei campi e dell'area circostante: anche per questo motivo il municipio aveva chiesto la bonifica e che non venisse più destinata ai rifiuti di Roma.

"Non è stata un’assemblea per parlare sul da farsi ma era già tutto deciso – ha spiegato a Fanpage.it Emanuela D'Antoni, rappresentante del Comitato Agricoltori e Allevatori della Valle Galeria – come cittadini abbiamo paura che nuovi rifiuti arrivino e restino nel sito di Ponte Malnome, contro la dignità dei residenti di una zona che da cinquant'anni porta sulle spalle il peso dei rifiuti della Capital e che attendevano la tanto promessa bonifica ambientale. In due anni e mezzo la giunta Raggi e Ama non sono stati in grado di assicurare un’adeguata e puntuale raccolta, siamo invasi dai rifiuti". I comitati sono sul piede di guerra e pronti a organizzarsi per opporsi alle decisioni del Campidoglio: "Organizzeremo un'assemblea per informare i cittadini che ancora non ne sono al corrente di cosa sta succedendo fuori dalla porta di casa loro, un documento per la giunta comunale e una petizione da presentare alla Corte europea dei diritti dell'uomo per difendere un territorio e una popolazione martoriata".