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È stato un inizio settimana un po' a rilento quello degli ospedali di Roma. Nella giornata di lunedì 4 febbraio, infatti, si è verificata una vera e propria emergenza barelle nei nosocomi romani: cosa che ha impedito a 56 delle 130 ambulanze generalmente attive su Roma e provincia, di muoversi. Il motivo? A causa del gran numero di pazienti ricoverati nelle strutture ospedaliere, i medici hanno dovuto prendere le lettighe dai mezzi: una pratica in voga da anni, ma che nella giornata di ieri ha creato non pochi problemi a chi aveva bisogno di un'ambulanza. A denunciare la situazione tramite un post su Facebook, il presidente della commissione Sanità della Regione Lazio Giuseppe Simeone (Fi):

"È davvero vergognosa la situazione che si registra ancora nei Pronto Soccorso della Capitale. Siamo nel caos più totale. Alle ore 12 di oggi (ieri, N.d.R.) si sono registrate addirittura ben 56 ambulanze ferme, in attesa di riavere indietro le barelle da strutture evidentemente congestionate. Sconcertanti i tempi d’attesa. Vi sono ambulanze rimaste ‘congelate’ per 8/9 ore. I casi più eclatanti si segnalano al Policlinico Casilino, all’Umberto I, al San Giovanni, al Pertini e perfino al Gemelli. Questa paralisi ha provocato un blocco per diverse ore di decine e decine di mezzi, impossibilitati a recepire chiamate d’aiuto".

La stessa cosa succede con le ambulanze private. Se un mezzo arriva all'ospedale e lì non ci sono barelle su cui spostare il paziente, quest'ultimo è costretto a rimanere sulla lettiga della vettura privata. Che, di conseguenza, non può muoversi. E il paziente dovrà poi pagare di tasca sua all'ambulanza privata le ore in più che ha passato sulla sua barella.

Tor Vergata, la denuncia di Fanpage: nessun medico di turno la notte del 31 gennaio

È della settimana scorsa la denuncia di Fanpage.it riguardo la critica situazione all'interno dell'ospedale romano di Tor Vergata. 69 ricoverati, pazienti stesi in corridoio sulle barelle e pochi posti letto. Una condizione di sovraffollamento che è ben nota nei nosocomi della capitale, che spesso riescono a far fronte con estrema difficoltà alla crescente domanda di attenzioni mediche. La cosa più grave? Per tutte queste persone, solo due infermieri e uno studente specializzando: la notte del 31 gennaio, nessun medico era di turno. L'ospedale di Tor Vergata ha poi smentito in una nota quanto documentato all'interno della sua struttura, dichiarando che

"nella notte del 31 gennaio erano presenti 5 medici, uno specializzando con il suo tutor, otto infermieri, un operatore sanitario e due ausiliari"

Le condizioni di sovraffollamento dell'ospedale di Tor Vergata erano già state denunciate a Fanpage, cui era stato segnalato un "evento di media/alta criticità": secondo quanto riportato, ci sarebbero addirittura dodici persone stipate all'interno della stessa stanza, con barelle occupate lungo i corridoi che renderebbero difficoltoso il tragitto verso la sala rossa.