Ancora una volta un incendio colpisce un impianto di trattamento dei rifiuti a Roma. Dopo il rogo che ha messo fuori servizio il Tmb Salario, stavolta a essere colpito è l’ultimo impianto rimasto attivo di proprietà di Ama, la municipalizzata che si occupa della gestione dei rifiuti. Un incendio è infatti divampato nell’impianto di trattamento rifiuti di Rocca Cencia. A dare l’allarme la vigilanza interna, permettendo subito l’intervento del personale tecnico di Ama e dei vigili del fuoco. Secondo quanto emerso finora, il rogo avrebbe interessato una porzione circoscritta della struttura e non ci sarebbero feriti. Le fiamme sarebbero divampate nel tardo pomeriggio, poco prima delle 20.

L’incendio si è sviluppato nel sedime, secondo quanto comunicato dalle squadre dei vigili del fuoco intervenute sul posto. Non è ancora stato possibile stimare quanto sia estesa l’area interessata dalle fiamme, che è stata comunque isolata. L’attività di spegnimento del rogo è ancora in corso. Sul posto si trova l’assessore ai Rifiuti della Regione Lazio, Massimiliano Valeriani, per un sopralluogo che permetta di verificare la situazione dell’impianto e i possibili rischi ambientali, mentre sui social network c’è già chi scrive di non aprire le finestre delle abitazioni nella zona circostante della Capitale.

Sul posto sta arrivando anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, che ha parlato proprio del rogo di Rocca Cencia e di quello avvenuto al Tmb Salario negli scorsi mesi durante la trasmissione Non è l’Arena, su La7: “Dietro l'incendio del Tmb Salario mi sembra che la magistratura abbia detto che ci sia un atto doloso su cui probabilmente sta indagando. Adesso ce n’è un altro. Oltre al Tmb Salario, oltre a questo episodio, ricordo i 600 cassonetti bruciati da quando ci siamo insediati per un danno di circa 500 mila euro. Noi stiamo provando a cambiare il sistema di gestione dei rifiuti. Cosa c’è dietro magari lo scoprirà la magistratura. Io so che i rifiuti rendono tanto, allora quando si parla di riduzione di rifiuti, di riciclo spinto, un determinato sistema che ha prosperato per oltre 60 anni a Roma e in Italia quel sistema non ci sta”.