"Ci ha detto il camionista: ‘Correte che è scoppiato un incendio'. Io stavo mangiando e sono corso via, poi insieme ad altri abbiamo avvertito più gente possibile. Dopo un'ora c'è stato il primo botto, poi il secondo, quello peggiore, quello che ha ferito più persone. Tra l'incendio e lo scoppio è passata più di un'ora", ricorda quei terribili momenti Steve, il figlio del proprietario della pompa di benzina sulla via Salaria che ieri è esplosa causando due vittime e 23 feriti. "Io sono andato ad avvisare le persone dicendogli di evacuare le case, poi c'è stata l'esplosione: una cosa spaventosa. I primi ad arrivare siamo stati io e un poliziotto della questura di Rieti che ha caricato persone in macchina. Poi sono arrivati elicotteri, pompieri e altre forze dell'ordine", racconta ai microfoni di Fanpage.it.

L'emergenza, dice, "poteva essere gestita molto meglio. A Passo Corese abbiamo due caserme grandi, nessuno s'è mosso. Non ho visto nessuno a non far passare le macchine, la Salaria vecchia era un via vai di macchine, gente che si fermava, gente che scansava le macchine ferme, c'era tanta gente a guardare, tanta gente che non doveva essere lì". Intanto la statale Salaria rimarrà chiusa anche domani, in entrambe le direzioni, per facilitare le operazioni di bonifica dell'area coinvolta dall'esplosione nell'area di servizio Ip di Borgo Quinzio. "Il totale dei feriti coinvolti nella forte esplosione avvenuta ieri pomeriggio in un distributore sulla via Salaria e giunti nei Pronto soccorso è complessivamente di 23 persone. Di queste 5 sono giunte autonomamente con mezzi privati e 18 con i mezzi di soccorso intervenuti prontamente. Attualmente risultano ricoverate 16 persone mentre le restanti sono state dimesse. I 16 feriti sono così distribuiti: presso il Sant'Andrea (4 feriti), il Policlinico Gemelli (2 in dimissione) e il De Lellis a Rieti (3 feriti)". Lo dichiara in una nota l'Assessore alla Sanità e l'Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D'Amato.