Stefano Colasanti
in foto: Stefano Colasanti

Un grande cerchio per ricordare Stefano Colasanti, il vigile del fuoco morto un anno fa esatto nello scoppio di un'autobotte piena di gpl al chilometro 39 della via Salaria. Presenti i colleghi arrivati da Terni, dalla scuola di formazione di Montelibretti e dalle scuole antincendio di Capannelle. Tra le autorità sono intervenuti il prefetto Giuseppina Reggiani, il comandante Paolo Mariantoni, il sindaco di Fara Sabina Davide Basilicata e i familiari del pompiere deceduto. La cerimonia si è svolta proprio davanti al distributore di benzina in cui avvenne la tragedia e nel punto esatto in cui esplose l'autocisterna.

Stefano Colasanti, pompiere eroe

Stefano Colasanti, 53 anni di Rieti, fu una delle due vittime nella violenta esplosione dell'autobotte sulla via Salaria. Il pompiere era in servizio, ma diretto a Roma, quando si verificò la prima esplosione. Si avvicinò per aiutare e dare una mano, ma fu investito in pieno dalla seconda esplosione. I feriti furono 17, tutti con ustioni gravi e traumi.  Il fratello di Colasanti è un poliziotto in servizio presso la Questura di Rieti e quel giorno stava accompagnando sul posto il questore. Quando arrivò scoprì che suo fratello era morto.

"Papà era straordinario, nel vero senso della parola, fuori dal normale. Faceva un lavoro tosto, perché era tosto lui. Nel suo lavoro ha trovato coraggio, lo stesso che sta dando a me. C'è una frase di un inno importante che dice: "Il pompiere paura non ne ha”. Penso che papà di paura ne ha avuta tanta, ma in quel momento il coraggio ha prevalso. Voglio che questo momento il coraggio prevalga su tutti, ne sarebbe contento e onorato. Mio padre mi ha sempre insegnato a sorridere, a stringere i denti, magari a battere i pugni sul tavolo e a farmi valere, e me l’ha sempre insegnato con determinazione e col coraggio di cui parlavo prima", ha detto la figlia in chiesa il giorno dei funerali del papà.