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Svolta nelle indagini su quanto accaduto lo scorso luglio ad Aprilia, in provincia di Latina. Un uomo, una guardia giurata di 45 anni, è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di omicidio preterintenzionale e si trova al momento ai domiciliari. La guardia giurata è una delle tre persone che lo scorso 28 luglio inseguirono in auto due uomini, anch'essi a bordo di una vettura, credendo che fossero due ladri. I due, un cittadino marocchino e un altro uomo che aveva fatto perdere le proprie tracce, durante la fuga persero il controllo dell'auto a causa dell'alta velocità e si schiantarono contro un muretto in località Campo di Carne, su via Nettunense. Al volante dell'auto c'era l'uomo poi fuggito: sul sedile del passeggero sedeva invece il 43enne Hady Zaitouni, morto dopo l'incidente.

Per i carabinieri c'era stato un contatto tra gli inseguitori e la vittima prima della sua morte

L'ipotesi degli inquirenti, fin dagli istanti successivi alla tragedia, è sempre stata che la vittima sia stata colpita da uno degli inseguitori e che il colpo sia stata una concausa della morte dell'uomo. Adesso l'arresto della guardia giurata, arrivato in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa da un giudice, sembra avvalorare questa ipotesi. L'uomo era già stato indagato a piede libero per la vicenda assieme a un secondo inseguitore. All'indomani dell'inseguimento e della tragica morte del 43enne il comandante provinciale dei carabinieri di Latina, Gabriele Vitagliano, aveva affermato a Fanpage: "C'è stato un contatto, un colpo, forse un calcio, una spinta", mentre aveva escluso sia che gli inseguitori avessero pestato il 43enne sia che dietro l'inseguimento e la morte dell'uomo potesse esserci un movente razziale. L'inseguimento era partito in via Guarda Passo, dove il passaggio della vettura con a bordo la vittima e l'uomo poi fuggito era stato ritenuto sospetto da tre condomini di un palazzo.