L’omicidio di Marco Vannini
in foto: L’omicidio di Marco Vannini

Omissioni, bugie, tentativi di sminuire le proprie responsabilità nella morte di Marco Vannini. Questo è stato l'atteggiamento della famiglia Ciontoli dopo lo sparo che il 17 maggio del 2015 lo ha raggiunto nel bagno dell'abitazione della fidanzata Martina a Ladispoli. A premere il grilletto è stato il capo famiglia Antonio Ciontoli, un militare di carriere, pensando che l'arma fosse scarica. Con una sentenza d'Appello che non ha mancato di suscitare furiose polemiche, Antonio Ciontoli è stato condannato a 5 anni di reclusione per omicidio colposo aggravato da colpa cosciente, rispetto ai 14 comminati in primo grado, e a tre anni la figlia Martina, il fratello Federico e la moglie Marina Pezzillo. Assolta invece Viola Giorgini, la fidanza di Federico Ciontoli anche lei in casa al momento dello sparo.

Omicidio Marco Vannini: cosa emerge dalle intercettazioni

Mentre la vicenda processuale di uno dei casi giudiziari che hanno coinvolto l'opinione pubblica italiana va avanti, nuovi particolari sulla condotta della famiglia Ciontoli emergono dalle carte delle indagini. Un servizio della trasmissione Le Iene, andata in onda ieri sera, ha fatto ascoltare una delle intercettazioni non entrate nel processo (già altre erano state rese pubbliche), che mostrerebbe come Antonio Ciontoli e Marina Pezzillo, subito dopo la morte di Marco si preoccupassero di tutelare il proprio patrimonio.

I Ciontoli condannati a risarcire i genitori di Marco con 200.000 euro

In una telefonata Marina Pezzillo chiama la filiale della Bnl dove si trova il conto del marito, e chiede all'impiegato un appuntamento per chiudere il conto del marito, spostando tutto il denaro su un nuovo conto a suo nome. È il 27 maggio del 2015, Marco è morto da soli dieci giorni. Nei giorni successivi continuano le operazioni per cambiare le intestazioni ai beni di famiglia, così da mettere al riparo Antonio Ciontoli da eventuali richieste risarcitorie. Dalle bollette all'abbonamento Sky, Maria Pezzillo e il marito comunicano il nuovo Iban per addebiti e pagamenti. Il giudice ha stabilito che i Ciontoli devono risarcire i genitori di Marco con 200.000 euro ciascuno. Soldi che però Valerio Vannini e Marina Conte ancora non hanno visto e che hanno sempre dichiarato non interessargli.