Sara Di Pietrantonio e Vincenzo Paduano
in foto: Sara Di Pietrantonio e Vincenzo Paduano

"Non mi perdonerò mai di aver tolto a Sara la possibilità di diventare grande", dice ai giudici Vincenzo Paduano, condannato all'ergastolo per l'omicidio dell'ex fidanzata Sara Di Pietrantonio, 22 anni. La uccise e bruciò il suo corpo in via della Magliana a Roma il 29 maggio del 2016. Un omicidio premeditato, secondo gli inquirenti, che "nulla ha a che fare con la gelosia. Non è stata gelosia, ma la perdita del potere di dominio, il rifiuto di Sara di soggiacere alla volontà di Paduano".

"Mi vergogno per quello che ho fatto e penso di non poter meritare la pace", ha detto ancora piangendo il 27enne ai giudici d'appello. "Vorrei poter dare spiegazioni ma non ho ricordi di quella notte, ma sono certo di essere io il responsabile", dice e sottolinea di non riconoscersi nel "mostro" capace "di tanta violenza e di tanto male. Sarà la mia condanna da scontare per sempre oltre a quella del processo".

Per gli inquirenti Paduano ha strangolato Sara per cinque minuti e poi l'ha bruciata. Per questo i pm chiedono la conferma in appello della condanna all'ergastolo. "Che quella notte ci sia stata un'accesa discussione è provato. Da sms si capisce la sudditanza di Sara nei confronti di Paduano. Pretendeva di essere informato del suo nuovo rapporto amoroso. Ma lei voleva vivere il suo nuovo amore senza ostacoli. E lui in un sms le scrive: ti faro' soffrire come tu stai facendo soffrire me", ha spiegato in aula il pm Maria Gabriella Fazi nel corso di una lunghissima requisitoria.