Voleva avere il controllo della sua vita, anche se non ne faceva più parte. Era geloso, pressante e ossessivo. Sia durante la loro relazione, sia quando è stata interrotta, Vincenzo Paduano perseguitava Sara Di Pietrantonio, che aveva messo fine alla storia con quel ragazzo possessivo e violento. E così l'uomo è stato condannato all'ergastolo per due reati distinti: omicidio e stalking. In appello Paduano era stato condannato a trent'anni di carcere perché il reato di atti persecutori era stato assorbito in quello di omicidio, ma la sentenza è stata annullata dalla Cassazione, che ha chiesto un nuovo processo con altri giudici. Nelle motivazioni depositate dai giudici si legge che "particolarmente significativo appare l'andamento progressivamente crescente dell'aggressività del Paduano nei confronti della sua ex ragazza, derivante dall'impossibilità di mantenere il controllo totale sulla vita di lei. Dopo un'iniziale atteggiamento quasi collaborativo della Di Pietrantonio, la ragazza ha manifestato resistenze e una sostanziale insofferenza verso le intrusioni dell'imputato nella sua vita; atteggiamento che ha innescato il processo che ha poi portato all'esito mortale".

Il brutale femminicidio di Sara Di Pietrantonio

Sara aveva lasciato Paduano nel 2016, dopo una storia di due anni fatta di continui tiri e molla. Stanca della sua gelosia e del suo essere costantemente oppressivo, lo aveva lasciato a inizio maggio. Una rottura che l'uomo non ha accettato, iniziando così a perseguitarla e rendendola la vita impossibile. Messaggi, chiamate, improvvisate continue: il pomeriggio del 28 maggio Sara aveva accettato di rivederlo, per comunicargli ancora una volta che con lui non voleva avere nulla a che fare. Poche ore dopo, Paduano ha deciso di vendicarsi: mentre era in servizio come vigilantes, è andato sotto casa del ragazzo che la giovane frequentava da poco, e ha aspettato che i due arrivassero. Ma non è intervenuto subito: ha aspettato che il ragazzo salisse se ne andasse per agire. E poi l'ha seguita.

Sara, strangolata e bruciata nella sua macchina a Cinecittà

Mentre stava tornando a casa Sara ha mandato un messaggio alla madre, per dirle che sarebbe arrivata presto. Dietro di lei però, c'era l'ex che dopo qualche minuto ha iniziato a inseguirla e speronarla, costringendola a fermarsi. Alcuni passanti li hanno visti litigare prima che Paduano la uccidesse, strangolandola, e poi le desse fuoco gettando benzina addosso a lei e alla vettura. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, ma solo alle 5 del mattino, quando è arrivata una segnalazione per una macchina in fiamme. All'interno, il corpo carbonizzato della giovane. Paduano è stato arrestato poco dopo: non c'è voluto molto per capire chi era stato a uccidere la ragazza.