Luca Sacchi e Valerio Del Grosso
in foto: Luca Sacchi e Valerio Del Grosso

Il legale di Valerio Del Grosso, Alessandro Marcucci, ha smentito che il suo assistito avrebbe chiesto di essere ascoltato dai giudici per fornire nuove dichiarazioni in merito alla catena di eventi culminata con il delitto di Luca Sacchi. Raggiunto telefonicamente da Fanpage.it, ha negato che Del Grosso abbia preso questa decisione, come invece riportato da alcuni organi di stampa. Durante il primo interrogatorio, Del Grosso si è avvalso della facoltà di non rispondere. Dalla sua bocca è uscita solo una frase: "Non volevo uccidere nessuno, era la prima volta che prendevo in mano un'arma". Nessuna dichiarazione ai giudici nemmeno da parte di Paolo Pirino, l'amico che ha preso a bastonate Anastasiya Kylemnyk, Marcello De Propris, colui che avrebbe fornito la pistola per uccidere Luca, e Giovanni Princi, l'amico del personal trainer con la passione per le moto.

 

La versione di Anastasiya e la smentita da parte di Munoz

Per adesso l'unica tra gli indagati a parlare davanti al giudice è stata Anastasiya Kylemnyk. La versione della giovane non è però ritenuta credibile dal gip Costantino De Robbio, che ha definito le sue parole ‘lacunose e inverosimili'. Anastasiya ha dichiarato di non sapere di avere 70mila nello zaino e di non aver avuto nessun ruolo nella trattativa per la vendita di droga, cui lei e Luca erano completamente estranei. A smentire le sue parole sono stati non solo gli intermediari dei pusher, Valerio Rispoli e Simone Piromalli, ma anche il suo amico Domenico Munoz, presente al momento dell'omicidio. Munoz ha dichiarato che sia Luca sia Anastasiya erano coinvolti in qualcosa di losco, che si capiva dal loro atteggiamento di quella sera. Sacchi, forse, era stato ‘ingaggiato' come guardia spalle proprio dall'amico Princi, al fine di avere una protezione durante le fasi per la trattativa dell'acquisto dei quindici chili di droga.