Due mesi per stabilire se Donatella Di Bona, al momento dell'omicidio del piccolo Gabriel Feroleto, fosse in grado di intendere e di volere. Ieri il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Cassino ha affidato gli incarichi ai consulenti che dovranno effettuare la perizia psichiatrica sulla donna: tra il pool di esperti nominati dalla Procura c'è anche Stefano Ferracuti, che negli ultimi mesi si è occupato della perizia psichiatrica su Finnegan Lee Elder, il giovane americano che lo scorso 26 luglio a Roma ha ucciso a coltellato il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. I consulenti avranno due mesi di tempo per condurre gli esami necessari a stabilire in che stato mentale si trovasse Di Bona al momento dell'omicidio.

Il processo contro i genitori

Il processo per Donatella Di Bona, che ha chiesto l'abbreviato, inizierà il 22 settembre. Nel caso sia giudicata incapace di intendere e di volere, la sua richiesta sarà accolta, altrimenti si procederà con il rito ordinario. Il padre Nicola Feroleto, anche lui in carcere con l'accusa di aver ucciso il figlio, ha scelto invece il rito ordinario: per lui il processo inizia il 22 maggio. L'uomo ha sempre negato il suo coinvolgimento nell'omicidio, ma l'ex compagna e madre di Gabriel ha puntato il dito contro di lui, collocandolo sulla scena del crimine. Nicola Feroleto aveva in un primo momento detto di trovarsi a casa con la sua fidanzata al momento dell'omicidio: versione smentita proprio dalla donna, che non ha confermato il suo alibi.

L'omicidio del piccolo Gabriel

Il piccolo Gabriel Feroleto è stato ucciso a Piedimonte San Germano il pomeriggio del 17 aprile 2019. La mamma è corsa a chiedere aiuto, gridando che il figlio era stato investito da un pirata della strada, poi fuggito. Quando i carabinieri della compagnia di Cassino hanno visto il corpo del piccolo, hanno però capito che c'era qualcosa che non andava nel racconto della mamma: dopo poche ore la donna è crollata e ha confessato l'omicidio. "Non smetteva di piangere e l'ho ucciso". Gabriel è stato strangolato fino a soffocare. Di Bona ha dichiarato agli inquirenti che con lei c'era l'ex compagno, con il quale continuava ad avere una relazione nonostante si fossero lasciati ufficialmente. Per l'accusa, il bimbo di tre anni è stato ucciso da entrambi.