È iniziato oggi, davanti al Giudice per l'udienza preliminare, il processo per l'omicidio del piccolo Gabriel Feroleto, il bimbo di tre anni ucciso lo scorso 17 aprile a Piedimente San Germano. Al banco degli imputati ci sono la madre Donatella Di Bona e il padre Nicola Feroleto: entrambi sono accusati di aver ucciso il figlio, reo di averli disturbati mentre stavano avendo un rapporto sessuale. È questa la ricostruzione fatta della Procura: sarà il processo a confermare se le accuse nei loro confronti sono fondate o meno. Il giudice ha accolto la richiesta dei legali di Donatella Di Bona di sottoporre la donna a perizia psichiatrica. L'udienza è stata quindi rimandata al prossimo 18 febbraio. Nicola Feroleto, il padre di Gabriel, ha sempre negato di aver ucciso il figlio: per questo ha scelto di essere processato con rito ordinario davanti ai giudici della Corte D'Assise. La prossima udienza si terrà il 20 marzo. La madre di Gabriel ha chiesto di poter usufruire del rito abbreviato, ma perché la sua richiesta sia accolta deve prima essere sottoposta a perizia psichiatrica.

Gabriel Feroleto, soffocato per dieci minuti dalla madre

Gabriel Feroleto è stato ucciso poco meno di un anno fa, vicino casa. L'omicidio è avvenuto il 17 aprile in un campo, è morto per soffocamento: una mano gli ha chiuso bocca e naso impedendogli di respirare. Secondo il medico legale che ha effettuato l'autopsia, l'agonia sarebbe durata circa dieci minuti: dopodiché il piccolo è morto. Dell'omicidio è stata accusata la madre: in un primo momento la 29enne ha detto che il figlio era stato investito da un pirata della strada, datosi poi alla fuga. Le forze dell'ordine però, non hanno creduto alla sua versione: qualche ora dopo ha ammesso di essere stata lei a uccidere il bambino. Ha però detto che con lei era presente anche Nicola Feroleto, il padre del piccolo Gabriel: i due non stavano più insieme da tempo ma continuavano a essere amanti. Sotto la scarpa dell'uomo è stata trovata una spina come quelle che rinvenute sul vestitino del bimbo. Secondo la Procura, questo elemento colloca l'uomo sulla scena del delitto. Anche lui, come Donatella Di Bona, si trova in carcere da quasi un anno, ma ha sempre dichiarato di non avere nulla a che vedere col delitto.