Mario Cerciello Rega, Finnegan Lee Elder
in foto: Mario Cerciello Rega, Finnegan Lee Elder

Disposta la perizia psichiatrica per Finnegan Lee Elder. Gli accertamenti sono stati affidati al medico legale Vittorio Fineschi e allo psichiatra Stefano Ferracuti. Spetterà a loro accertare se lo studente americano fosse in grado di intendere e di volere quando uccise il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. I risultati degli studi saranno presentati nella prossima udienza del processo fissata per il 22 luglio. I giudici della prima corte d'assise di Roma hanno accolto la richiesta presentata dagli avvocati difensori del ragazzo, che hanno spiegato come Elder assumesse alcuni farmaci psichiatrici nei giorni precedenti all'omicidio. Queste medicine, tra l'altro, sarebbero state ritrovate e sequestrate nella camera d'albergo dove alloggiava insieme al connazionale Natale Hjorth.

I giudici, inoltre, hanno chiesto agli specialisti Iolanda Plescia e Matteo Bilardello di ascoltare e tradurre i colloqui in carcere tra Elder e il papà avvenuti il 2 agosto e il 5 e 6 settembre scorsi. Questi dialoghi, secondo i legali di Elder, sarebbero stati mal tradotti e il senso del discorso sarebbe stato ribaltato. Infine nel corso dell'udienza di oggi è stato ascoltato il colonnello Lorenzo D'Aloia, comandante del Nucleo investigativo dei carabinieri, che si è occupato di coordinare le indagini sull'omicidio di Cerciello Rega, avvenuto nella notte del 25 luglio 2019 a pochi passi dall'hotel Le Meridien del quartiere Prati a Roma.

Gasparri: "Processo ad assassini o all'arma?"

Il dottor Fineschi si occupò anche del caso di Stefano Cucchi. In merito alla sua nomina ha polemizzato il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri: "Ma il processo per l'omicidio da parte dei due americani del vice brigadiere dei carabinieri Cerciello, è un processo agli assassini o all'Arma dei Carabinieri? Perché la Corte d'Assise convoca come perito il dottor Fineschi che si occupò già del caso Cucchi? Una scelta che solleva più di un sospetto. Diciamo queste cose pubblicamente e prima che errori gravi vengano commessi dai magistrati. Non stiamo in silenzio. Vogliamo un processo trasparente, equo e speriamo rapido. Che punisca in modo severo gli assassini di un carabiniere. Invece alcune scelte della magistratura, che sono state ipotizzate, alimentano più di un dubbio. Sembra quasi che il processo debba essere alla vittima e non agli assassini".

Secondo Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi, sentito dall'agenzia AdnKronos, "Gasparri ha perso un'occasione per stare zitto. Il professor Fineschi non può assolutamente essere accusato di pregiudizi contro i carabinieri. Noi lo nominammo come perito al processo Cucchi subito dopo la morte di Stefano, nel novembre 2009, quando imputati non erano i militari dell'Arma ma gli agenti della polizia penitenziaria. Fineschi è un professionista riconosciuto, ha fatto tra l'altro l'autopsia a Regeni, e al processo Cucchi si è occupato solo degli aspetti medico-legali".