Fabio Gaudenzi è stato ascoltato per cinque ore dai pm della Direzione distrettuale Antimafia di Roma all'interno del carcere di Rebibbia. L'interrogatorio è stato secretato, ma secondo il suo difensore, l'avvocato Marcello Petrelli, Gaudenzi avrebbe "fatto nomi e cognomi delle persone coinvolte" nell'agguato a Fabrizio ‘Diabolik' Piscitelli. "Non è un pentito ma il suo intento è quello di vendicare due amici morti, tra cui appunto Piscitelli", ha aggiunto il legale. Secondo quanto dichiarato nei giorni scorsi dallo stesso Petrelli, Gaudenzi avrebbe avuto l'intenzione di raccontare agli inquirenti "un fatto che vede lui e la sua famiglia come vittime e che lo ha portato a essere condannato per usura e al sequestro dei suoi beni e dei suoi familiari e che è collegato all'omicidio di Fabrizio Piscitelli e alla morte di un suo amico a Brescia. Lui si ritiene parte offesa, è pronto a parlare di questa storia recente che non riguarda però il suo passato politico, e sottolinea di non essere un pentito. È pronto a fare il nome di intoccabili". Questi personaggi che definisce ‘intoccabili' avrebbero ordinato di uccidere Piscitelli, un omicidio che sarebbe stato eseguito, secondo Gaudenzi, da uomini stranieri, forse albanesi.

Il video di Gaudenzi su YouTube

"Mi sto consegnando al questore e parlerò del mandante dell'omicidio di Fabrizio Piscitelli e di tanti altro ancora. Questa è la mafia vera e non quella del 2014". Con queste parole, pronunciate in un video su YouTube in cui si vede incappucciato, Fabio Gaudenzi, ultras di estrema destra e vicino a Massimo Carminati, si è consegnato alla polizia. "Faremo di tutto per vendicarti Fabrizio. Sto consegnando al diavolo una lista di donne, di uomini, di giovani, di vecchi che in questi 30 anni hanno pensato bene di comportarsi da merde nei nostri confronti", diceva in un altro video. L'accusa nei suoi confronti è, per ora, di possesso di armi da guerra, perché le forze dell'ordine hanno trovato una mitraglietta all'interno della sua abitazione.