"Sono solo le farneticazioni di un pazzo". "O è impazzito o è manovrato". "Sarebbe da fare delle perizie, mettergli una camicia e fargli un Tso". Sono queste le prime reazioni ai video girati da Fabio Gaudenzi, ex braccio destro di Massimo Carminati e ultras di Opposta Fazione già condannato in primo grado nell'ambito del processo di Mafia Capitale. Gaudenzi adesso è in carcere ed è tenuto in isolamento: non ha risposto alle domande del gip durante l'interrogatorio ma sarà ascoltato nei prossimi giorni dalla DDA, la direzione distrettuale antimafia. Dice, infatti, di sapere i nomi dei mandanti dell'omicidio di Fabrizio Piscitelli, il capo degli Irriducibili ucciso lo scorso 7 agosto al parco degli Acquedotti. La Procura di Roma indaga per omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso: quella di Diabolik è stata una vera e propria esecuzione comandata, secondo gli inquirenti, dal mondo della criminalità organizzata. Ma che c'entra Gaudenzi? Facciamo un passo indietro.

L'omicidio di Fabrizio Piscitelli, il capo degli Irriducibili Diabolik

Tutto comincia il 7 agosto 2019. Diabolik, capo ultras degli Irriducibili, si trova seduto su una panchina insieme alla sua guardia del corpo, un cubano che ha assunto da circa dieci giorni. I suoi vecchi bodyguard, la maggior parte di origine albanese, quel giorno non sono sono presenti. Mentre aspetta qualcuno per un appuntamento, un finto corridore gli si avvicina e gli spara un colpo di pistola da sopra l'orecchio sinistro. Fabrizio Piscitelli muore sul colpo. Il killer si dilegua, aiutato da un complice che lo aspetta su una moto: i due si mimetizzano nel traffico e fanno perdere le proprie tracce. Da subito, viste le modalità dell'esecuzione, si pensa al mondo della criminalità organizzata.

Un'uccisione che cambia gli equilibri a Roma

Nelle carte di Mafia Capitale, secondo chi indaga, Diabolik sarebbe stato a capo della cosiddetta batteria di Ponte Milvio, una banda dedita principalmente a estorsioni e spaccio di cocaina e composta essenzialmente da albanesi. La zona sarebbe stata quella controllata da Massimo Carminati anche se Piscitelli avrebbe operato per conto del clan Senese. Chi ha ucciso Diabolik è con tutta probabilità qualcuno che ha le mani in pasta nel mondo della criminalità organizzata: il suo assassinio, forse, potrebbe essere stato commissionato per uno sgarro fatto alla persona sbagliata o per mandare un messaggio a qualcuno. Per segnalare che nella capitale gli equilibri sono cambiati. E, a quel punto, qualcuno ha iniziato a tremare.

I video di Fabio Gaudenzi e i ‘Fascisti di Roma Nord'

Veniamo adesso a Fabio Gaudenzi. Il 2 settembre l'ultras di Opposta Fazione – gruppo di tifosi di estrema destra – pubblica due video in cui, a volto coperto e con una pistola in mano, dice di conoscere i mandanti dell'omicidio di Fabrizio Piscitelli e di far parte da anni di una banda armata chiamata ‘I fascisti di Roma Nord'. In una clip sciorina una serie di minacce a diverse persone, intimandogli di andare via da Roma entro tre mesi altrimenti il diavolo "sarebbe andato a prendere loro e i loro cari". Dopodiché inizia a sparare diversi colpi d'arma da fuoco in aria: è per quello che la polizia arriva a prenderlo e lo arresta, portandolo in carcere. "Dopo 30 anni ho deciso di arrendermi, visto che sono rimasto solo. Tutti i miei amici sono morti o in galera: è per questo che ho deciso di fare tutto questo. Veniamo a voi, infami, ho iniziato 30 anni fa la mia carriera politica ‘criminale', come dicono, con la morte eccellente di un amico e per un segno del destino si chiude oggi, con un'altra morte eccellente di un altro amico. Faremo di tutto per vendicarti, Fabrizio".

L'arresto di Fabio Gaudenzi e l'interrogatorio in carcere

Fabrizio Gaudenzi è stato arrestato e portato in carcere a Rebibbia, dove si trova in isolamento. Gaudenzi non ha risposto alle domande del gip della Procura di Tivoli ed è stato deciso che rimarrà in carcere. Nel video pubblicato il giorno dell'arresto, l'estremista di destra ha dichiarato che avrebbe parlato solo con Nicola Gratteri, magistrato in prima fila per la lotta contro la ‘ndrangheta. Un dettaglio che potrebbe dire molto sulla natura delle eventuali dichiarazioni che ha intenzione di fare Gaudenzi. Nei prossimi giorni sarà ascoltato dalla DDA di Roma per vedere se effettivamente sia in possesso di elementi utili alle indagini sull'omicidio di Fabrizio Piscitelli e sulla geografia della mafia a Roma. Le accuse nei suoi confronti sono di detenzione di armi da guerra. Intanto Carminati dal carcere e Maurizio Boccacci si sono dissociati dalle sue dichiarazioni, spiegando che non esiste nessun gruppo ‘I fascisti di Roma Nord'. Lo hanno liquidato come un folle e deriso le sue affermazioni, etichettandole come deliri.

Discorso senza senso, depistaggio o messaggio a qualcuno?

I discorsi di Fabio Gaudenzi sono sì senza capo né coda, ma ha senso banalizzarli come opera di un folle e ignorarli completamente? I fatti di cui parla possono avere sì scarsi riscontri sul piano reale, ma forse non è tutto fumo quel che si vede. L'ultras giallorosso conosceva Piscitelli e conosceva anche alcuni membri della batteria di Ponte Milvio. Non è una persona esterna all'ambiente, ma qualcuno che – almeno fino a poco tempo fa – ci stava con tutte le scarpe. Il suo potrebbe essere un clamoroso tentativo di depistaggio, un messaggio per Carminati o un modo in extremis per salvarsi la vita. Forse Gaudenzi pensa di essere il prossimo dopo Piscitelli e forse sa qualcosa su cosa sia effettivamente accaduto il 7 agosto. Bisognerà aspettare che parli con la DDA e – nel caso accetti – con il magistrato Nicola Gratteri per chiudere il cerchio sulla vicenda.