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Omicidio davanti l’asilo: indagato il fratello del “Libanese” della Banda della Magliana

Augusto Giuseppucci è il fratello di Franco Giuseppucci, detto ‘Er Negro’, il primo boss della Banda della Magliana. L’uomo si sarebbe detto estraneo all’omicidio di Andrea Gioacchini e si è sottoposto spontaneamente alla prova dello stub. L’indiscrezione emersa in queste ore ma le indagini proseguono nel massimo riserbo.
A cura di Valerio Renzi
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Franco Giuseppucci e Andrea Gioacchini
Franco Giuseppucci e Andrea Gioacchini

C'è un indagato per l'omicidio di Andrea Gioacchini, il pregiudicato giustiziato fuori l'asilo nido dove aveva appena accompagnato le due figlie alla Magliana. Si tratta di Augusto Giuseppucci, di 65 anni, un nome che porta dritto dritto al Pantheon criminale della città: l'uomo infatti è il fratello di Franco Giuseppucci, detto ‘Er Negro', il primo boss della Banda della Magliana, il Libanese di Romanzo Criminale. L'uomo ha accetto di essere sottoposto alla prova dello stub, in cerca di tracce di polvere da sparo, ma nega ogni tipo di responsabilità.

La notizia è trapelata da fonti giudiziarie sull'edizione odierna del Corriere della Sera e de Il Messaggero, ma il massimo riserbo degli inquirenti sarebbe dettato anche dall'incertezza delle indagini. Giuseppucci è stato arrestato l'ultima volta nel 2011 perché ritenuto essere al centro di un traffico di droga, per poi essere rilasciato per insufficienza di prove. Anche lui noto pregiudicato, tramite i suoi avvocati si è però detto estraneo all'omicidio del 34enne.

Quel che è certo è che la dinamica dell'omicidio, una vera e propria esecuzione in pieno giorno e di fronte a una scuola, ha messo in allerta gli inquirenti che temono che la scia di sangue si allunghi a partire dalla Magliana. Le indagini continuano a scavare nei rapporti e negli "affari" di Gioacchini: era uscito dal carcere da soli quattro giorni quando qualcuno ha deciso di fargliela pagare.

Qualcuno che ha aspettato che uscisse dalla cella per lavare un affronto o uno sgarro nel sangue, noncurante che nell'auto si trovasse la compagna del 34enne, senza farsi problemi ad agire proprio all'orario d'ingresso dei bambini fuori un asilo nido. Un'esecuzione che nella modalità criminale sembra voler ribadire la propria forza, incutere paura e terrore. Una dinamica che ricorda l'efferatezza di una guerra di camorra.

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