Giornata di sciopero oggi, martedì 5 novembre, in Ama. I dipendenti dell'azienda municipalizzata che si occupa dell'immondizia della capitale incroceranno le braccia per 24 ore. A rischio la raccolta dei rifiuti, il cui fragile funzionamento è già stato messo sotto stress dalla festa del 1 novembre seguita da un week end e in diversi punti della città i sacchetti già hanno ricominciato ad accumularsi fuori i secchioni.  Garantiti, così come da norma di legge e da definizione di accordi aziendali, i servizi minimi essenziali. L'agitazione è stata promosso dai sindacati Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel, a seguito delle mancate risposte da parte dei vertici dell'azienda e della proprietà (ovvero Roma Capitale), sull'immediato futuro di Ama.

Ama: l'azienda sull'orlo del default

Solo pochi giorni in una lettera il direttore generale Lorenzo Bagnacani segnalava la difficoltà di erogare gli stipendi a partire da questo mese, se il bilancio di Ama non verrà al più presto approvato all'interno del consolidato del comune di Roma. Al momento l'assessore al Bilancio Lemmetti sembra ancora determinato a non volere riconoscere all'azienda un debito 18 milioni di servizi cimiteriali erogati prima del 2014, debiti inseriti dall'azienda in bilancio garantendone così l'attivo. Diverse indiscrezioni giornalistiche la scorsa settimana hanno descritto una rapida soluzione del "caso Ama", ma al momento non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale.

I sindacati: "Sciopero inevitabile"

"Lo sciopero è ora inevitabile, con il bilancio ancora fermo si va verso il blocco delle linee di credito e ora sono a rischio anche gli stipendi dei lavoratori. Senza un'azione concreta che consenta ad Ama di gestire le proprie risorse, sarà il default dell'azienda e Roma ogni giorno sarà a rischio emergenza", dichiarano in un nota i segretari generali di Fit-Cisl, Filt Cgil e Fiadel di Roma e del Lazio, Marino Masucci, Natale di Cola e Massimo Cicco. "Abbiamo assunto in questi mesi un atteggiamento di massima collaborazione con i vertici dell'azienda municipalizzata, e dato ai vertici di Roma Capitale tutto il tempo per dare seguito alle dichiarazioni sul futuro pubblico di Ama, oltreché agli accordi sottoscritti per lo sblocco delle assunzioni", sottolineano i segretari.

Ama: manifestazione in Campidoglio

Lo sciopero sarà accompagnato da una manifestazione in piazza del Campidoglio e poi da una mobilitazione diffusa in città: "Dopo il sit-in informeremo la popolazione con un volantinaggio in tutta la città per spiegare ai cittadini che la battaglia è di tutti, e che non sono lavoratrici e lavoratori a frenare lo sviluppo e gli obiettivi dei servizi ambientali della Capitale", concludono i sindacati.

Sciopero Ama: adesione oltre il 70%

"Lo sciopero è riuscito con un'adesione intorno al 70% e in alcuni casi, come al Salario, l'impianto è chiuso per l'adesione totale – ha spiegato il segretario della Cigl Fp di Roma e Lazio, Natale Di Cola – La manifestazione e la presenza dei lavoratori in piazza dimostra che c'è un malessere e che la richiesta che viene da tutti quanti è che l'amministrazione smetta di tentennare e faccia fatti concreti. E' evidente che ancora una soluzione non c'è. Bisogna approvare il bilancio ma anche le altre delibere che il Comune aveva promesso dopo un accordo sindacale ma mai attuate: quella che permetterebbe ad Ama di assumere e quella che vieterebbe di esternalizzare". "Sappiamo- ha aggiunto Di Cola- che oggi pomeriggio ci sarà un vertice dell'amministrazione e Ama per trovare soluzioni. Penso che se nelle prossime ore non ci sara' una risposta la mobilitazione proseguira'. I dipendenti Ama rischiano il lavoro e si deve intervenire nell'immediato perché è in scadenza il credito con le banche e sappiamo inoltre che ogni mese gli stipendi vengono pagati perché l'azienda non versa le quote che incassa".