“Non sono un mostro. L’amore si fa in due”: parla Valentino, l’untore dell’Aids

"Non fatemi passare per un mostro. In alcuni casi avrò agito d’impulso, forse con leggerezza. In altri però avevo avvertito le partner della mia sieropositività", racconta ai pm Valentino, il ragazzo sieropositivo che ha infettato almeno sei ragazze a Roma. "Alcune di loro le avevo messe in guardia. E comunque l’amore si fa sempre in due", è la sua shoccante versione riportata questa mattina da Il Messaggero.
"Sono stato contagiato da giovanissimo, ma non volevo vendicarmi. Ora, però, ho capito i miei errori", dice dal carcere. Per gli inquirenti, Valentino "era come preda di una foga bulimica di appagamento sessuale". Nonostante sapesse si essere sieropositivo fin dal 2005, infettato poco più che maggiorenne da una donna più grande di lui, non si è fermato e ha continuato ad avere relazioni non protette senza avvertire le sue partner delle sue condizioni.
Tribunale del riesame ha già respinto la sua istanza di scarcerazione e quindi Valentino T. 30 anni di Roma, resta in carcere al Regina Coeli con l'accusa di lesioni gravissime. Resta da capire il perché delle sue azioni. Perché avrebbe fatto sesso non protetto con alcune donne senza rivelare loro di essere sieropositivo. Vendetta per quello che era capitato a lui? Odio verso le donne? Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire il suo profilo psicologico per valutare l'intenzionalità del suo comportamento. Per capire cioè quanto fosse consapevole delle sue azioni che hanno portato almeno sei donne ad essere contagiate dal virus dell'Hiv. Questi i numeri ufficiali, ma alcune ricostruzioni parlano addirittura di 17 persone infettate.