Da una parte Monica Lozzi, la minisindaca del VII Municipio che non nasconde più la sua ambizione di correre come candidata alle prossime elezioni comunali per il Movimento 5 Stelle a Roma, dall'altra la sindaca Virginia Raggi che ha tutta l'intenzione di far saltare la regola dei due mandati per ricandidarsi. A trasformare la competizione in guerra aperta la scelta della sindaca di nominare la ormai ex presidente Roberta Della Casa delegata per il IV Municipio, dopo essere stata sfiduciata dalla sua stessa maggioranza all'unanimità. Uno strappo che nel Movimento 5 Stelle romano potrebbe essere senza ritorno.

"Con la nomina come delegata della Sindaca al IV Municipio della presidente sfiduciata all’unanimità dalla maggioranza 5 stelle e da tutto il Consiglio, abbiamo definitivamente sancito la fine dei nostri valori. – ha dichiarato Lozzi – Con questo atto di “bullismo” istituzionale la Sindaca di Roma ha di fatto calpestato la volontà del Consiglio del IV Municipio, organo deputato al controllo politico dell’Esecutivo e forma massima dell’espressione democratica degli Enti Locali". Lozzi accusa senza mezzi termini Raggi di aver compiuto una scelta con l'unico scopo di garantire la sua fedelissima: "Con la scusa di voler garantire la continuità amministrativa, nonostante il voto espresso in aula andasse proprio nella direzione opposta, ha di fatto tutelato la sua “protetta” contro la volontà della maggioranza".

Ora sembra non esserci più spazio: o con Virginia Raggi o contro. La sfida lanciata da Monica Lozzi apre ufficialmente lo scontro nel Movimento 5 Stelle romano tra chi sostiene la continuità della leadership di Raggi e chi chiede invece discontinuità. Se la regola del secondo mandato venisse meno la sindaca uscente sarebbe automaticamente ricandidata o si dovrebbe tenere una nuova consultazione tra la base? Aspettando gli Stati Generali pentastellati che dovrebbero risolvere questi e altri quesiti lo scontro interno rischia di farsi sempre più aspro, lacerando base ed eletti. Di fronte a una scelta discutibile sotto ogni punto di vista, a cominciare dal rispetto degli organi elettivi e delle scelte del proprio stesso partito, Virginia Raggi ha mandato un messaggio inequivocabile: fino a nuovo ordine, decido io. Peccato che non tutti sono d'accordo.