Ieri pomeriggio il campione di nuoto Massimiliano Rosolino si è recato all'ospedale San Camillo per fare visita a Manuel Bortuzzo, la promessa dello sport italiano, rimasto paralizzato dopo essere stato ferito da un colpo di pistola nelle prime ore di domenica 3 febbraio. Vent'anni, Manuel si era da poco trasferito da Treviso a Roma per inseguire il suo sogno di partecipare alle Olimpiadi. "Ci siamo stretti la mano e confrontati sui tempi in vasca. È un ragazzo dalla forza incredibile, da padre non riesco a immaginare cosa stia passando questa famiglia", ha dichiarato Rosolino uscendo dall'ospedale.

La Federnuoto sta manifestando da giorni la sua solidarietà a Manuel, e tanti atleti famosi hanno manifestato la loro vicinanza, come Federica Pellegrini e Filippo Magnini. Ieri una pagina Facebook è stata aperta dalla Fin per raccogliere i messaggi di vicinanza e solidarietà all'atleta. Ieri il ragazzo – che è stato informato dai genitori che non recupererà l'uso delle gambe – ha riconosciuto in foto gli arrestati, che questa mattina si sono avvalsi della facoltà di non rispondere davanti al gip.

Nei loro confronti molto grave il giudizio del gip Costantino De Robbio che ha parlato della chiara volontà di uccidere e delle troppo reticenze dei giovani pregiudicati. Un elemento però sembra certa: Manuel è stato colpito per sbaglio, non è lui che cercavano, vittima inconsapevole di un "omicidio brutale" che i due arrestati avrebbero pianificato.  "È altamente probabile il rischio di reiterazione dei delitti della stessa specie di quello contestato – spiega il giudice confermando la detenzione in carcere – La mancanza di controllo e l'estrema pericolosità degli indagati, che non hanno esitato a recuperare una pistola che evidentemente avevano in precedenza acquistato e tenevano pronta per usarla, e programmare un omicidio brutale senza apparente motivo per poi allontanarsi dal luogo, secondo le risultanze sopra descritte, ridendo"