"Da piccolo, quando ero a casa mia e pioveva sopra le lamiere, chiudevo gli occhi e mi sembrava di sentire degli applausi. Ora gli applausi mi arrivano veramente, calorosi, e sento che la mia famiglia è il cinema, e voi", con queste parole Marcello Fonte ha iniziato il suo discorso da vincitore della Palma d'Oro come miglior attore protagonista dell'edizione 2018 del Festival del Cinema di Cannes. Ora Marcellino, come lo chiama chi lo conosce, racconta la sua vita in un libro autobiografico intitolato "Notti Stellate" edito da Einaudi, che sarà presentato il prossimo 13 dicembre al Nuovo Cinema Palazzo di San Lorenzo.

Il luogo scelto non è un luogo qualsiasi. Il Cinema Palazzo è stato per Marcello Fonte una vera e propria casa, in senso letterale, dove ha fatto un po' di tutto: l'attrezzista, l'elettricista, il tecnico delle luci e il fonico. Qui è stato scoperto da Matteo Garrone, che scegliendolo per il ruolo da protagonista di Dogman l'ha lanciato nel mondo del cinema. Il regista che ha portato sul grande schermo la storia del Canaro della Magliana era andato ad assistere a uno spettacolo messo in scena dalla compagnia teatrale di detenuti di Rebibbia. Proprio durante le prove uno degli attori era deceduto per un malore e così Marcellino, che assisteva come tecnico alle prove prende il suo posto stregando con il suo fisico minuto, le movenze dinoccolate e il viso che racconta già da solo molte storie Garrone.

Di certo nessuno si aspettava che la strada di Marcellino lo avrebbe portato da una baracca ad Archi, in Calabria, a vincere una Palma d'Oro. E chissà che altre sorprese non arrivino da Hollywood visto che Dogman è il candidato italiano agli Oscar. E mentre fa la spola tra Roma e la Calabria, dove è impegnato nel girare un lungometraggio proprio sulla sua vita, Marcello fa una pausa e torna a casa, tra l'affetto della sua famiglia allargata:  "Per quanto chiamata favola, la storia di Marcello è diversa e non si intreccia con una fortuna provvidenziale, ma è il successo avvenuto dopo anni di fatica, di passione e impegno".

Ma soprattutto Marcello Fonte sembra non scordarsi da dove viene, dalla periferia di Reggio Calabria, dalla povertà e le ristrettezze, ma anche dalla ricchezza che vive tra le mura di spazi come il Cinema Palazzo o il Teatro Valle durante l'occupazione di precari e artisti. Così succede che lo scorso giovedì al centro sociale di Astra di via Capraia, al Tufello, si proietta Dogman e all'improvviso, senza dire niente a nessuno, arriva Marcello Fonte a presentare il film tra lo stupore degli spettatori.