Ha reagito con una forza incredibile Manuel Bortuzzo. La promessa del nuoto era arrivato da Treviso a Roma per inseguire il suo sogno: scendere in vasca in azzurro alle prossime Olimpiadi. Ora non potrà più muovere le gambe. Si è sforzato di rimanere lucido e di non farsi sopraffare dalla disperazione, facendo arrivare un messaggio con una voce serena e sorridente dal San Camillo diretto agli amici e ai compagni di squadra: "Ciao a tutti ragazzi come potete sentire dalla voce sto bene. Non mi aspettavo tutto questo calore. Mi avete fatto emozionare tutti e se potessi vi abbraccerei tutti, uno ad uno. Io adesso vado avanti per la mia strada e tornerò più forte di prima. A presto ragazzi, un abbraccio".

Manuel è la vittima innocente di un regolamento di conti?

Ma ora, a una settimana da quel colpo di pistola esploso verso di lui da due sconosciuti che cercavano qualcun altro, Manuel si comincia interrogare su come sia stato possibile. "Come hanno potuto due uomini con i figli piccoli sparare contro di me?", le parole riportate oggi da diversi quotidiani. Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano hanno chiarito di aver compiuto "un errore", ma su molti altri punti sono stati reticenti, tanto da avvalersi della facoltà di non rispondere di fronte al gip durante l'interrogatori di garanzia. Soprattutto non hanno chiarito chi stavano cercando e se conoscessero i due uomini con cui poco prima erano stati coinvolti in una rissa nel pub proprio di fronte a dove Manuel è stato ferito.

Le indagini: cosa è accaduto prima degli spari?

E proprio su cosa è accaduto prima della sparatoria in cui Manuel è rimasto ferito si stanno concentrando gli sforzi degli inquirenti, che sono a lavoro per identificare le altre due persone coinvolte nella scazzottata nel pub, anche per chiarire se il movente sia esclusivamente da ricercare nella vendetta per l'affronto subito. Manuel e Lorenzo hanno ripetuto più volte che in quel momento non ci stavano "con la testa", che avevano bevuto e da quanto emerge usato anche cocaina.