Manuel Bortuzzo
in foto: Manuel Bortuzzo

Manuel Bortuzzo potrebbe ben presto diventare cittadino onorario di Roma. La proposta è stata depositata ed è firmata dal consigliere comunale Maurizio Politi della Lega, è stata posta all'ordine del giorno dei lavori odierni dell'Assemblea Capitolina. "Nessun cittadino romano potrà dimenticare la brutalità e l'efferatezza dell'aggressione subita da Manuel Bortuzzo, avvenuta purtroppo sul nostro territorio, ma al contempo nessuno cittadino romano potrà dimenticare lo spirito di attaccamento alla vita, la forza d'animo, l'amore per lo sport testimoniata da Manuel Bortuzzo unitamente alla sua volontà di andare avanti rimanendo sul nostro territorio", si legge nella mozione pronta per andare in discussione, che impegnerà se approvata la sindaca Virginia Raggi a conferire la cittadinanza onoraria al giovane rimasto vittima di un agguato nel gennaio dello scorso anno all'Axa. Da quel momento la giovane promessa della nazionale di nuoto ha cominciato la sua battaglia per tornare a camminare.

A un anno dal suo ferimento, che ha portato alla lesione del midollo spinale quasi del tutto tranciato da un proiettile esploso contro di lui da due ragazzi di poco di più grandi di lui per un errore di persona, Manuel Bortuzzo è tornato a parlare di quella terribile notte del 2 febbraio 2019: "Quando ne parlo a qualcuno mi limito a chiamarla ‘quella notte in cui tutto è cambiato'. E' stato facile dire che ero io il ragazzo sbagliato al posto sbagliato nel momento sbagliato. Ma non ero io nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, io stavo facendo la mia vita come ogni altro ragazzo. Erano loro che hanno sbagliato vita e io non c'entravo niente".

Manuel, che proprio a un anno dal ferimento ha mostrato un nuovo tatuaggio sul braccio che racconta la sua storia, ha raccontato il suo percorso iniziato dopo il ferimento in un libro dal titolo ‘Rinascere'. Dopo la condanna dei suoi aggressori a sedici anni di carcere, ha chiarito di non provare nessuna voglia di vendetta nei loro confronti: "In questo momento penso esclusivamente a riprendermi, consapevole che la giustizia debba fare il suo corso. Non mi importa sapere se chi mi ha fatto del male sia punito con 16 o 20 anni di prigione. Nessuna sentenza mi può fare ritornare come prima".